Pula. In fiamme l’hotel di Temptation Island, 60 evacuati

Le fiamme sono state appiccate intorno alle quattro del mattino. Un incendio doloso, il secondo a distanza di un anno, che ha minacciato l’hotel a quattro stelle Relais Is Morus a Pula, sulla costa sud occidentale della Sardegna. La struttura è nota per essere la base logistica del reality di Canale 5, “Temptation Island”. In pochi minuti si è proceduto all’evacuazione di sessanta persone, tra le quali molti turisti che avevano scelto l’albergo per trascorrere alcuni giorni di vacanza.

In base a quanto ricostruito, dopo le prime verifiche sulla dinamica, qualcuno ha versato del liquido infiammabile all’interno degli uffici del titolare dell’albergo e all’esterno, nell’area della terrazza.

La sostanza è stata quindi “innescata” e l’autore si è dato immediatamente alla fuga. In pochi istanti le fiamme si sono propagate, avvolgendo ogni cosa. Proprio in quei minuti una pattuglia dei carabinieri, del reparto Radiomobile, si trovava nelle vicinanze dell’albergo e si è accorta delle alte fiamme che si levavano intorno all’albergo.

I militari hanno, quindi, fatto scattare l’allarme per la messa in sicurezza degli ospiti della struttura, nota a molti telespettatori perché “scenario” del reality. L’hotel è stato evacuato e nessuno dei suoi ospiti è rimasto fortunatamente ferito. I carabinieri e insieme al personale dell’albergo, utilizzando le manicotte, hanno spento gran parte del rogo, poi completamente domato dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute subito sul posto. La parola passa ora agli inquirenti che dovranno cercare di individuare l’autore, o gli autori, del gesto criminale. Utili, in questo ambito, potrebbe risultare i filmati delle telecamere a circuito chiuso dell’albergo che potrebbero avere immortalato le varie fasi precedenti all’avvio dell’incendio. Quanto avvenuto ricorda molto da vicino l’episodio che risale all’agosto dello scorso anno: il Relais era, infatti, già stato preso di mira con un incendio nell’area congressi. La notte tra il 5 e il 6 agosto del 2020 furono dolosamente appiccate le fiamme che provocarono danni limitati ma una persona che partecipò allo spegnimento rimase intossicata e venne trasferita in ospedale. In quel caso gli inquirenti trovarono una lettera anonima con cui si rivendicava la paternità del gesto

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Sonia