Galtellì: al via la settima edizione di “Sos Arrastos de Grassia”

La manifestazione è nata 2008 in forma biennale (dal 2018 trasformata in forma annuale) su iniziativa dell’associazione Culturale Voches ‘e Ammentos de Garteddi.

Giunto quest’anno alla sua settima edizione, è diretto a promuovere a Galtellì un originale viaggio emozionale, per interpretare in maniera innovativa e originale i luoghi del narrato del romanzo Canne al vento.

Con l’edizione del 2021, nel 150° della nascita della scrittrice, l’associazione porta in scena un nuovo spettacolo a narrare il cammino del servo Efix di Canne al vento.

Un originale viaggio, composto dall’unione delle arti musico corali e video teatrali dello spettacolo, attraverso il quale interpretare i luoghi del narrato del romanzo e il cammino di espiazione del servo delle dame, personaggio di grande fede religiosa che con la sua storia personale lega le vicende di tutti gli altri personaggi.

Attraverso un ledwall video, scorreranno le immagini dei luoghi dell’antico narrato di Galtellì, degli altri borghi, delle chiese e dei santuari della nostra provincia, visitati dal servo nel suo viaggio di espiazione.

Un cammino di fede nel cuore della Sardegna che lega l’arte del canto e della narrazione alla suggestione degli antichi luoghi religiosi descritti dall’arte letteraria di Grazia, ancora oggi intatti e intrisi di bellezza e arcaiche tradizioni popolari.Alle voci del Coro Voches ‘e Ammentos, diretto dal preparato M° Pietro Marrone, a cantare il romanzo con i sonetti e le mode in prosa, composte per l’occasione dal maestro tziu Bernardu Zizi, ed all’attore Giuseppe Garippa il compito di guidare gli spettatori su antiche suggestioni.

Emergerà l’amarezza del vagabondare di Efix, che patirà la miseria insieme ad altri petitores di professione, ciechi nati e inventori di malattie e accetterà l’elemosina: soldi, a volte scagliati, altre volte deposti ai piedi.

La regia dello spettacolo è curata dalla preparata Valeria Polimene, il testo scenico basato sul romanzo è dello scrittore nuorese Pietro Pala, le riprese e il montaggio dei contenuti video sono della giovane promessa nuorese Luca Murru, la fotografia è affidata alla nota Cicci Onnis, le trascrizioni in limba a Martino Corimbi. Tra i partecipanti all’opera teatrale anche i ballerini del Gruppo Folk Tradizioni Popolari di Galtellì.

La consulenza storica dell’intero progetto è della Professoressa  Neria De Giovanni, importante punto di riferimento culturale di questo sodalizio e della comunità di Galtellì, illustre esperta della Deledda, autrice del tomo “Il Cammino di Efix”e di altri 15 volumi tra saggistica e prosa Letteraria dedicati alla scrittrice. È Presidente dell’A.I.C.L. (Associazione Internazionale dei Critici Letterari) con sede a Parigi e coordinatrice per l’Italia della rete Europea F.A.M (Femme Art Mediterranèe).

Nell’opera di Grazia Deledda, un posto privilegiato ha l’arte, la musica e il coro di voci che accompagnano molte feste da lei descritte. Prima fra tutte, in “Canne al vento”, quella alla Madonna del Rimedio: “Già alcune donne s’eran decise a riunirsi attorno al suonatore, porgendosi la mano per cominciare il ballo (…)Tutto il giorno la fisarmonica suonò accompagnata dai gridi dei rivenditori, dall’urlo dei giocatori di morra, dai canti corali o dai versi dei poeti estemporanei”.

Amava l’opera lirica, la musica classica ma soprattutto la sonorità della musica e dei cori sardi che affondano le proprie origini in epoche lontane e che riecheggiano in Canne al Vento, in Elias Portolu, in Cosima e in altri romanzi.

Grazia ha sempre ammirato l’artigianato, i manufatti, i prodotti della sua terra sempre descritti nel modo di vivere dei sardi, in una complessa tela conservativa fissata alla terra che abitano. Opere forgiate da artigiani deleddiani annodando gli usi e costumi della nostra tradizione più antica, compongono le sue opere: dai vinai de s’iscopile, alle donne che tessono al telaio, dagli intagliatori di pietra, alle sarte dei nostri costumi più antichi.

Oltre a far realizzare il suo studio di Roma ad un falegname del nuorese, lei stessa cucì, con disegni sardi tradizionali, la stola sacerdotale per lo zio Monsignor Cambosu, facendogli dono durante una sua visita a Roma.

È con questo spirito che nel 2018 l’Associazione Voches ‘e Ammentos de Garteddi istituisce, nell’ambito della manifestazione Sos Arrastos de Grassia, il Premio Mastru ‘e Ammentos.

Importante riconoscimento da conferire a personaggi che con un encomiabile e non comune si sono contraddistinti nella valorizzazione e promozione della lingua e della cultura dell’isola, negli ambiti della musica, della poesia e della letteratura di ispirazione popolare in lingua sarda.Da quest’anno, in linea con il pensiero letterario della scrittrice, il premio verrà assegnato in due sezioni.

Una sezione sarà conferita con gli stessi principi che lo hanno originato, mentre la nuova sezione sarà destinata ai personaggi che si sono caratterizzati nella promozione delle espressioni dell’arte popolare dell’isola, in particolare legate agli usi ed alle tradizioni più antiche, consentendo di tramandarle e valorizzarle in tutto il mondo.

Simboleggia il Premio un’opera del nostro artigiano Luca Cosseddu, scolpita in quel marmo del “cono verde e bianco del monte di Galte solcato da ombre e da strisce di sole”, riproducente un cesto in vimini a raffigurare con il suo intreccio quella tela senza fine che lega i sardi alla propria terra e all’interno due visi, posti uno fronte all’altro, a rappresentare la trasmissione delle nostre conoscenze più antiche.

Dopo lo spettacolo il Premio Mastru ‘e Ammentos – Musica e letteratura 2021 (non consegnato per causa Covid) sarà assegnato ad Anna Maria e Giovanni Puggioni, componenti del celebre “Duo”, a rendere omaggio alla carriera di due dei più celebrati interpreti della canzone della Sardegna.

Ritirerà il Premio Mastru ‘e Ammentos – Musica e letteratura 2021 – il maestro dell’organetto Totore Chessa, altro importante ambasciatore e pioniere in tutto il mondo della cultura sarda, con le melodiche musiche espresse in primigenia origine dai suoi organetti.

Il Premio Mastru ‘e Ammentos – Arti popolari 2021 vedrà invece protagonista Anna Gardu, singolare esteta dell’arte dolciaria popolare che ricama opere di antica origine. Tramandati da quattro generazioni i suoi capolavori, il suo talento ed il suo linguaggio artistico hanno portato la vera Sardegna nel mondo, alla quale non ci si abitua mai e che ci sorprende sempre.

L’intera manifestazione, che avrà inizio alle ore 21:00 di domenica 25 luglio  nell’Anfiteatro Comunale di Galtellì, sarà presentata da Giuliano Marongiu e trasmessa in diretta streaming sul web e sui canali social del coro Coro Voches ‘e Ammentos.

L’ingresso all’Anfiteatro di Galtellì, a partire dalla ore 20:00, avverrà seguendo le vigenti prescrizioni in tema di contenimento epidemico e sino al completamento dei posti disponibili al suo interno e nei limiti del distanziamento previsto.

La manifestazione gode del contributo economico della Fondazione di Sardegna e del Comune di Galtellì e del patrocinio della Presidenza del Consiglio e dell’Assessorato Regionale alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna.

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Sonia