Senza servizi e personale: l’ospedale di Sorgono abbandonato dalle Istituzioni

Un comunicato congiunto da parte di CGL, CSL e UIL per segnalare la situazione drammatica dell’ospedale San Camillo di Sorgono che se è stato arricchito dei nuovi arredi grazie al Project Financing, di fatto, si sta svuotando di personale e di servizi.

Da marzo 2020, nello stravolgimento generato dall’emergenza Covid 19, l’ospedale è stato declassato dal Dipartimento delle attività ospedaliere dell’ATS Sardegna poiché vi era l’esigenza di accentrare gli anestesisti. Questo ha comportato un passaggio di status della struttura, che quindi ancora oggi si trova nella seguente condizione:

 Pronto Soccorso è stato ridotto a Punto di Primo Intervento (una sorta di guardia medica), dove le persone possono essere accudite solo per necessità meno gravi (codici verdi o bianchi) o stabilizzate prima del trasferimento ad altro ospedale attrezzato, poiché lì non è prevista l’attività di anestesisti-rianimatori e il servizio di radiologia non è più accessibile in orario notturno e nei festivi.

L’elisoccorso è chiaramente riservato solo per urgenze più gravi e t’intera vasta zona risulta servita da 3 ambulanze: una dell’ospedale, una del 118 e quella (non medicalizzata) di una associazione di volontari del soccorso.

Il reparto di Chirurgia generale è ridotto a soli 2 medici, di cui uno esentato dalle reperibilità, con irrimediabile handicap sia nei confronti degli utenti che si rivolgono all’ospedale per le emergenze e sia di quelli ricoverati.

 La sala operatoria, nuova, risulta pertanto inutilizzata e non è avvenuta neanche la consegna del locali ristrutturati del nuovo Pronto Soccorso e della nuova Medicina. L’unico reparto rimasto in funzione è quello di Medicina Interna, ridotto a ricoverare 1-2 pazienti nelle 6 camere di degenza (per via della pandemia), ma soprattutto con organico medico gravemente sottodimensionato, senza previsione di assunzioni per la carenza di medici specialisti e dove per altro sta andando in pensione il direttore; quindi con imminente pericolo di chiusura.

Radiologia: non effettua il servizio h24 ma solo per 12 ore, quindi non è accessibile in orario notturno e nei festivi, con grave rischio clinico per pazienti ed operatori. Non è stata attivata la tele- radiologia.  Anche i servizi a supporto dell’ospedale sono da tempo venuti meno, con la sospensione dell’attività endoscopica, dell’attività del fisiatra, del nefrologo, dell’attività del diabetologo,

«Non lasciamo morire l’ospedale di Sorgono anche lui trasferito senza preventiva sostituzione e nonostante nel territorio vi siano ben 1200 pazienti che da molti mesi non fanno i controlli o che per farli devono andare ad ingrossare le file del “S.Francesco” di Nuoro» dicono gli esponenti del sindacato Giacomo Pani, Maria Luisa Ariu e Ricardo Costaggiu che concludono: «Ventimila persone che meritano rispetto e non è giusto continuino a sostenere anche con i propri contributi fiscali un servizio sanitario territoriale che non risulta loro effettivamente fruibile e che non chiedono di avere un ospedale che offra tutti i reparti, ma certamente si attendono un servizio in grado effettivamente di fronteggiare le emergenze e assistere senza ulteriori oneri la numerosa utenza affetta da malattie croniche».

«La Commissaria Straordinaria della ASSL di Nuoro Gesuina Cherchi aveva recentemente assunto un preciso impegno per la rinascita del Presidio Ospedaliero San Camillo con l’obiettivo della piena valorizzazione di tutti i presidi sanitari territoriali e del decentramento dei servizi per una reale possibilità di fruizione dell’assistenza sanitaria nell’intero territorio provinciale.Bene, questo è il momento per dare prova concreta della sua volontà».

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Sonia