Gli esami del DNA confermano: i resti ritrovati in un canale sono di Marco Frau

A conclusione degli esami di laboratorio consistenti in analisi biomolecolari (DNA-Typing) comparative condotte sulle unghie prelevate dal medico legale sui residui di resti scheletrici rinvenuti a Uta all’interno di in un canale di scolo tombale di via Ponte, è stato estrapolato un profilo genotipico riconducibile ad un soggetto di sesso maschile, completo per tutti i 24 marcatori genetici studiati e internazionalmente conosciuti.

Il successivo confronto del profilo del DNA con quello propedeuticamente ottenuto da un campione di confronto appartenente allo scomparso Marco Frau, nato a Villasimius nel 1966, costituito da uno spazzolino da denti, già in uso allo scomparso, ha fornito esito positivo con conseguente giudizio di concordanza genetica.

I fondamentali risultati analitici sono stati ottenuti con una tempistica eccezionalmente rapida, grazie all’applicazione di un peculiare protocollo estrattivo, adottato dal RIS Carabinieri di Cagliari, che prevede l’impiego delle unghie prelevate dai resti cadaverici, in luogo dei classici prelievi di ossa compatte e/o denti che richiedono, per contro, analisi lunghe, costose e potenzialmente infruttuose: la composizione stessa delle unghie, particolarmente resistenti agli insulti ambientali ed agli effetti della decomposizione, protegge, infatti, le molecole del DNA dai fenomeni di degradazione.

L’applicazione dei più recenti protocolli analitici riportati in bibliografia scientifica ha consentito, ancora una volta, al RIS di Cagliari, di dare un nome ai resti scheletrici rinvenuti che verranno, così, riconsegnati ai familiari.

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Salvatore