Un’odissea di 24 ore prima di accedere al reparto Covid del San Francesco, senza bere ne mangiare

Si è conclusa intorno alle 22,00 di ieri sera l’odissea dell’anziano di Mamoiada sospetto Covid, costretto a recarsi in ospedale per difficoltà respiratorie. Una situazione che, purtroppo, al San Francesco di Nuoro sembra ormai essersi consolidata (APPROFONDISCI), nonostante gli esposti in Procura delle varie associazioni di categoria, come il NURSIND (APPROFONDISCI), e mentre, dal canto suo, la Regione continuai ad asserire che la situazione sia sotto controllo.

Tutto era iniziato alla stessa ora della sera precedente, quando in seguito all’aggravarsi delle condizioni dell’uomo, i familiari avevano allertato il 118. Accompagnato a Nuoro in ambulanza, in attesa in pronto soccorso e nei reparti Covid si liberasse un posto che potesse accoglierlo, a causa dei cambi turno degli operatori del 118, il paziente (e mai il termine si è rivelato più appropriato) è stato trasferito e “ospitato” in almeno cinque ambulanze. Dotato di ossigeno ma senza cibo per tutto il tempo, è riuscito a essere “sbarellato”, come si dice in gergo tecnico, solo dopo le 22,00 di ieri.

Nel frattempo è stato sottoposto a tampone ed è risultato positivo.

La denuncia, questa volta, arriva direttamente dai familiari i quali, sconcertati e piuttosto irritati per l’ennesimo episodio di malasanità, oltre all’apprensione per le condizioni del proprio congiunto, ora sono anche preoccupati per il rispetto dell’isolamento preventivo da parte dei contatti avuti dall’uomo nei giorni precedenti. Molti di loro, infatti, soprattutto quelli più anziani, continuano a ignorare la gravità della situazione e a sottovalutare i rischi ai quali sono esposti e, a loro, volta, espongono gli altri.

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Salvatore