Distanze e mascherine: i musei si preparano alla riapertura in sicurezza

In generale non sarà così semplice e nemmeno così immediato in Italia riaprire i musei. E quella del 18 maggio rischia di rimanere una data indicativa. La parola d’ordine comunque è sempre la stessa, da Nord a Sud: “gradualità“.

La volontà c’è, lo ripetono tutti i direttori, da quelli dei Musei Civici di Milano alle Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini a Roma, dagli Uffizi a Firenze a Palazzo Fava di Bologna. Tanti aspetti fondamentali, però, restano ancora da chiarire, a iniziare dalle linee guida del governo, che sono attese per la prossima settimana. Al momento nessuno sa in concreto quali saranno le regole cui ottemperare. Saranno obbligatori i termoscanner, il plexiglass alle biglietterie, il tampone per i dipendenti che tornano al lavoro dopo due mesi in smart working? E i condizionatori dell’aria, avranno bisogno di verifiche particolari? Tutti dubbi che si risolveranno solo con le disposizioni che emanerà il ministero della Salute sulla scorta delle considerazioni fatte dagli esperti del Comitato Tecnico Scientifico e che il ministero dei Beni Culturali farà sue declinandole per i circa 400 tra musei e luoghi della cultura pubblici, seguito a ruota si immagina dai circa 4000 luoghi della cultura che l’Italia vanta nel suo complesso.

«Per il Museo Nazionale Etrusco sappiamo che non sarà possibile aprire prima di giugno, abbiamo le casse quasi vuote – mette le mani avanti il direttore Valentino Nizzo. Sebbene la situazione particolare del museo romano, chiarisce, sia dovuta più che altro a problemi burocratici conseguenti al declassamento disposto a suo tempo dall’ex ministro Bonisoli.

Tutt’altra storia a Pompei, che riaprirà gradualmente proprio partendo dai suoi tanti spazi esterni, dalla palestra al teatro e al foro. Anche qui però il direttore Massimo Osanna pensa ad una prima settimana sperimentale, dal 18 maggio, con accesso solo alle zone all’aperto. Anche il Parco archeologico di Paestum, che sta mettendo a punto entrate contingentate e percorsi limitati.

A Roma il MAXXI scalda i motori. Si riaprirà al pubblico con la mostra dedicata a Gio Ponti e un biglietto solidale a 5 euro. Con turni ed orari contingentati si potrà tornare pure in biblioteca e riprenderanno le attività didattiche. Poi dal 5 giugno un Festival per metà fisico per metà virtuale per i 10 anni del museo progettato da Zaha Hadid segnerà il ritorno alla ‘normalità’. La presidente Giovanna Melandri sottolinea però il disastro economico con una perdita annua stimata tra i 2,5 e i 3 milioni di euro. Anche il Colosseo e i Musei Vaticani si stanno organizzando per accogliere i visitatori.

A Firenze, dove il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ammonisce: «Apriremo ma senza trionfalismi e senza festa, perché l’emergenza epidemiologica non è ancora finita. Quanto alle modalità – il direttore tedesco spiega – di avere già tutto per far rispettare le norme sul distanziamento sociale e annuncia l’intenzione di abbassare ancora il numero di persone che potranno essere presenti all’interno del museo: Erano 900 prima del Covid, ora questo numero verrà ulteriormente ridotto».

Accortezze che varranno pure per le tre mostre pronte per essere aperte nelle settimane subito successive. Pronta al via Villa Adriana a Tivoli, dove il direttore Andrea Bruciati ha disposto una serie di percorsi unidirezionali: «Partiamo avvantaggiati dalla conformazioni dei nostri luoghi e in questa fase punteremo alla fidelizzazione del nostro pubblico, che da internazionale si trasformerà in locale – dice- anche se non ci illudiamo, sappiamo che la ripresa sarà lenta».

Al lavoro, seppure senza ancora certezze, la Borsa del turismo archeologico, prevista per novembre a Paestum: «Noi ci crediamo, vedremo come sarà possibile – dice il direttore Ugo Picarelli – l’idea al momento è di puntare alla domanda interna, non dimenticando comunque i buyer internazionali, che magari potremo coinvolgere con una serie di collegamenti video». Sempre a Paestum il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, è in piena attività: «In attesa delle disposizioni MIBACT stiamo studiando con Comune e Regione una forma di fruizione in sicurezza, con percorsi contingentati e protezioni. Ma il nostro obiettivo è riuscire ad offrire un’esperienza comunque bella e appagante».

E Raffaello? l’attenzione per quella che è stata definita la mostra dell’anno, aperta e subito chiusa alle Scuderie del Quirinale, è massima. Il presidente Mario de Simoni però non si sbilancia: «Pronti ad aprire, ma parleremo solo dopo aver definito tutto». La chiusura era prevista per il 2 giugno. Chissà che non si ottenga una proroga.

Riguardo a Nuoro, l’editore Vanna Fois spiega «di fatto lo Spazio Ilisso non ha mai chiuso, dirottando parte delle proprie attività sui social. Ora stiamo predisponendo lo spazio e attendiamo le direttive ministeriali per procedere alla riapertura fisica, sarà così possibile apprezzare ancora per un po di tempo gli scatti fotografici di Marianne Sin-Pfältzer».

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Salvatore