Coronavirus. Italiani “confinati” fino al 3 maggio: un’ipotesi sempre più concreta

Il governo starebbe optando per il lockdown fino al 3 maggio. È quanto sarebbe emerso al termine del vertice tra il premier Giuseppe Conte e le parti sociali.

Si starebbe anche vagliando la possibilità di poche riaperture mirate nell’ambito dei codici Ateco delle attività essenziali. Nei prossimi giorni – si spiega – sarà istituito un gruppo di lavoro per prefigurare le condizioni per una riapertura progressiva.

«Il presidente del Consiglio ci ha confermato che, ad oggi, non ci sono ancora le condizioni per far ripartire le attività sospese. Prima di tutto la salute dei lavoratori». Dice il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, dopo il vertice in videoconferenza convocato dal premier Giuseppe Conte, con le parti sociali, sulle misure di contenimento da mettere in campo per le attività produttive dopo il 13 aprile.

«Abbiamo convenuto stasera con il Governo che non ci sono ancora le condizioni per una ripresa delle attività produttive. Tutti vogliamo che si riapra nel massimo della sicurezza e con le necessarie garanzie per la salute in tutti i luoghi di lavoro. Oggi è questa la priorità», scrive su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan

Non siamo nelle condizioni, al momento, di riaprire le attività produttive perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati che abbiamo ottenuto con le misure messe in atto dal governo.  È quanto ha spiegato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nel corso della videoconferenza con Regioni, ANC e UPI sul prolungamento del lockdwon.

Il nodo della sburocratizzazione è stato tra i temi affrontati  anche nel corso di questa riunione. Ad affrontare l’argomento il sindaco di Roma Virginia Raggi: servono più deroghe in capo ai sindaci sulle procedure di gara, con il cantiere per il Ponte di Genova come modello, è stato il suo ragionamento. Mozione appoggiata in pieno anche dal vicepresidente dell’Anci, il sindaco di Biella Roberto Pella

Il capo del governo, spiega chi ha partecipato all’incontro, ha assicurato un percorso di massima condivisione per la preparazione della fase 2, con la messa in campo, a breve, di un gruppo di lavoro che istituisca un raccordo costante con enti locali e associazioni di categoria. Tra i temi oggetto del dibattito, inoltre, quello della riapertura delle attività produttive. Più di un interlocutore ha posto al premier – presenti per il governo anche i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza – il rischio che, con una chiusura troppo lunga, tante aziende perdano quote di mercato sull’export e commesse internazionali.

Mentre il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha sottolineato l’opportunità di permettere l’ingresso nelle aziende per le operazioni si sanificazione e per la manutenzione. La riunione si è conclusa dopo circa due ore e mezza.

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Sonia