Crollo finanziario dell’Auxilium: scattano le manette per il notaio Roberto Goveani

L’ex presidente della Nuorese Roberto Goveani, è stato arrestato oggi a Torino per il fallimento della storica squadra di basket di Torino, l’Auxilium.

Il notaio è stato raggiunto da una delle 4 ordinanze di custodia cautelari eseguite stamani al culmine di un’indagine su reati fiscali e societari svolta dalla Guardia di Finanza del capoluogo piemontese.

Uno dei provvedimenti è stato consegnato anche all’imprenditore Mario Burlò, 47 anni, fino a poco tempo fa un pezzo da novanta nel mondo delle sponsorizzazioni sportive, da settimane rinchiuso nel carcere di Cuneo per un’altra vicenda: i suoi presunti contatti con degli esponenti della ‘ndrangheta attivi nella zona di Carmagnola.  Poi il commercialista Maurizo Actis, 51 anni, di Ivrea, già componente del cda di Auxilium, e l’imprenditore Enrico Rodolfo Zumbo, 31 anni, di Torino. Altre otto persone (tra cui il figlio di Goveani, Umberto, e l’ex presidente Antonio Forni), sono indagate a piede libero. Pensare che prima di imboccare la china discendente l’Auxilium non era mai arrivata così in alto.

La squadra di Basket era tornata in vetta nel 2016, nessuno avrebbe pensato che nel 2020 ci sarebbe stato un crollo abissale per questioni di gestioni di danaro.  Nel 2018 aveva vinto il suo primo trofeo importante, la Coppa Italia. Il nome Fiat, title-sponsor di prestigio, sembrava garanzia di solidità. Poi qualcosa andò storto. Alla fine della stagione 2018-19 arrivarono otto punti di penalizzazione (e la conseguente retrocessione) per mancati pagamenti di Irpef e Inps. Nel giugno del 2019 fu dichiarato il fallimento. La squadra è risorta con un nuovo titolo sportivo, il nome Reale Mutua Basket Torino e, al timone, altri personaggi.

Le Fiamme Gialle del Gruppo Torino, con il coordinamento dei pm Ciro Santoriello e Marco Gianoglio, ricostruiscono una storia che parla di una gestione dell’Auxilium non proprio fortunata. Crisi di liquidità, disinvoltura nelle campagne acquisti e cessioni, locazione di un palazzetto dello sport di maggiori dimensioni, mancato rinnovo degli sponsor (tra cui Fiat), superamento del budget. Nel 2018, dopo il mancato ingresso di una nuova cordata di imprenditori, i debiti con il fisco presero proporzioni massicce.

E secondo gli inquirenti questo problema fu risolto servendosi in maniera irregolare del meccanismo della compensazione (il cosiddetto “accordo tributario”) di crediti Iva. Operazioni che coinvolsero professionisti compiacenti, consulenti aziendali e anche Burlò, che era uno degli sponsor. Ma i crediti, sempre secondo i finanzieri, erano inesistenti per un ammontare di 1,4 milioni di euro. Certe società titolari dei crediti esistevano solo sulla carta. E l’Auxilium versò ai vari soggetti che avevano preso parte al “giro” circa mezzo milione a titolo di corrispettivo, dissanguandosi. La difesa già prepara le contromosse:  «Le compensazioni – viene spiegato – venivano eseguite attraverso l’apposito canale telematico dell’Agenzia delle Entrate, e quindi alla luce del sole. Aggirare le norme era impossibile».

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Sonia