Sanremo 2020. Standing ovation per il nuorese Paolo Palumbo: “i miei occhi parlano per me!”

«Ho imparato che il tempo che abbiamo a disposizione è prezioso».

Debutto con standing ovation sul palco dell’Ariston al 70° Festival di Sanremo per Paolo Palumbo, 22enne di Nuoro ma residente a Oristano, affetto da SLA Sclerosi Laterale Amiotrofica, la malattia neurodegenerativa non ha impedito al giovane di realizzare uno dei suoi più grandi sogni.

Il testo della canzone di Paolo Palumbo

Con il brano “Io sono Paolo”, eseguito insieme a Kumalibre e Andrea Cutri, che ha diretto l’orchestra, ha raccontato della sua malattia.

Non riesce più a parlare da tempo ma ha cantato attraverso un riproduttore vocale sonoro che funziona grazie a un sensore ottico, tra i versi della canzone, questo concetto è stato ben evidenziato ovvero “i miei occhi parlano per me”.

Palumbo durante la sua esibizione a Sanremo

Esempio di vita e coraggio, dopo essersi esibito, Paolo ha raccontato di aver avuto da poco una crisi respiratoria che comunque non gli ha impedito di cantare stasera al Festival nazional popolare.

«Non sprecate la vostra vita e imparate a dire e a realizzare ciò che volete» un insegnamento che ciascuno di noi dovrebbe sempre tenere a mente nella difficoltà quotidiana.

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Sonia