Crisi in Medio Oriente: Dopo l’attacco dell’Iran attesa per il discorso di Trump

L’Iran ha lanciato l’operazione “Soleimani Martire” sferrando un attacco missilistico in Iraq contro due basi che ospitano le truppe americane e quelle della coalizione, tra cui militari italiani. Una pioggia di cruise e di missili balistici a corto raggio partita dal territorio iraniano e che si è abbattuta contro la base di al-Asad e contro quella di Erbil, come prima rappresaglia per l’uccisione del generale Qassem Soleimani da parte degli Usa. C’è grande attesa per le dichiarazioni di Donald Trump, annunciate per le 17 ore italiane.

La televisione iraniana sostiene che gli attacchi con i missili alle basi Usa in Iraq abbiano provocato 80 morti. Secondo l’emittente di Teheran nella rappresaglia per l’assassinio mirato venerdì scorso del generale Qassem Soleimani, sono stati lanciati 15 missili e nessun missile è stato intercettato. La tv ha parlato di “80 terroristi americani” che sono stati uccisi ma in base ai primi rapporti Usa «non risultano esserci vittime» tra i soldati statunitensi: lo ribadiscono fonti del Pentagono, spiegando però come una valutazione su quanto accaduto sia ancora in corso.

bintanto ha alzato l’attenzione sugli obiettivi sensibili presenti sul nostro territorio collegati ai Paesi in questo momento più coinvolti nell’escalation della crisi in Medio Oriente. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, dopo l’uccisione del generale Suleimani ha diramato un Circolare in cui si chiede agli apparati di sicurezza di alzare il livello del monitoraggio su tutto ciò che riguarda gli interessi di Stati Uniti e Iran, in primo luogo, e di Israele e Iraq.

Nella circolare si fa riferimento sia all’uccisione del capo dei Pasdaran sia alle manifestazioni di protesta davanti all’ambasciata Usa a Baghdad che l’hanno preceduta, sia alle “recenti dichiarazioni dell’amministrazione statunitense sull’impegno in quell’area”. Per questo, si sottolinea nel documento, “si rende necessario sensibilizzare…le misure di vigilanza e sicurezza a protezione degli obiettivi diplomatico-consolari, religiosi, commerciali scolastici, turistici, culturali e ricreativi statunitensi, nonché di ogni altro ritenuto a rischio per la circostanza, compresi quelli riferibili ad Iraq e Iran“. A prefetti e questori il Dipartimento chiede inoltre di “implementare le attività di vigilanza a carattere generale, osservazione e controllo coordinato del territorio” – con l’obiettivo di “predisporre tempestivamente ogni misura finalizzata a prevenire il compimento di illegalità e garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica” – e di “intensificare adeguatamente l’attività informativa”, in modo da disporre di un “costante e sempre attuale” flusso di informazioni. Infine, la circolare ricorda a tutti gli operatori impegnati sul territorio di attenersi alla direttiva sulle misure di autotutela.

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Sonia