Time in Jazz di Fresu, torna il festival internazionale di Berchidda

Sarà la 31/a edizione

Torna il festival Time in Jazz, in programma in Sardegna dall’8 al 16 agosto. «Berchidda ha fatto 30 e con quest’ultima edizione fa 31», scherza Paolo Fresu, musicista e direttore artistico del festival internazionale che ideò nel 1988.

Dopo le edizioni dedicate al tema ideale di piedi e occhi, in occasione delle 31 candeline il filo conduttore della manifestazione saranno proprio i numeri.

«Un divertimento cabalistico – ha spiegato Fresu durante la presentazione alla Triennale di Milano – che ci appassiona ed è uno stimolo per nuove connessioni creative». I

In questi anni, il piccolo centro nell’entroterra di Sassari è diventato, insieme ai 14 borghi “satellite”, un appuntamento fisso dell’estate jazzistica italiana.

Più di 30 concerti, in nove giorni: Steve Coleman, Enrico Rava, Gegé Munari, Nils Landgren Dhafer Youssef, Greta Panettieri, sono solo alcuni dei protagonisti del festival.

Dall’alba a notte fonda, le loro note si diffonderanno dal palcoscenico tradizionale per arrivare in scenari solitamente inusuali per un concerti: boschi montani e oratori di campagna, scorci marini, stazioni ferroviarie e piazze cittadine.

«La nostra diversità rispetto ad altri eventi jazz è proprio nel territorio: attraverso la musica Berchidda ha scoperto di essere bella perché altri ce lo hanno detto, ha spiegato Fresu. La musica è servita per vedere attraverso gli altri chi siamo noi».

Per questo Time in Jazz è occasione non solo di scoperta musicale, ma di sensibilizzazione ambientale e di cultura nelle sue diverse forme: editoria, cinema e arti visive completano il programma della manifestazione sarda.

Per Nick The Nightfly, storico dj di Radio Monte Carlo e direttore artistico del Blue Note di Milano, «questo festival è come il Circque du Soleil del jazz».

Gli ospiti spaziano tra generazioni e origini diverse: «Abbiamo il dovere verso loro e verso il pubblico di raccontare il jazz di oggi: da quello più tradizionale a quello più avanzato, da suoni più partenopei e alle influenze del nord Europa. È un momento di grande felicità per questo genere dal punto si vista creativo», ha concluso Fresu.

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Sonia