Legambiente, 7 milioni persone “respirano” smog e gas nocivi

Italia schiacciata anche dall’inquinamento da ozono. Le città italiane che nel 2017 hanno superato il limite di ozono (25 giorni nell’anno solare) sono 44.

Le peggiori sono Catanzaro con 111 superamenti, Varese (82), Bergamo (80), Lecco (78), Monza (78) e Mantova (77). Questo quanto emerge dalla classifica “Ozono ti tengo d’occhio”, messa a punto da Legambiente nel nuovo rapporto sulla qualità dell’aria “Mal’Aria 2018“, da cui si evince – sommando i giorni “fuorilegge” per l’inquinamento da polveri sottili (PM10) e quelli per ozono – che “la popolazione residente” esposta è di circa 7 milioni di abitanti.

«Gente che – osserva Legambiente – ha respirato polveri e gas tossici e nocivi circa un giorno su due nel peggiore dei casi e al massimo uno su quattro nel “migliore” dei casi. Secondo Legambiente – che cita le stime dell’Agenzia ambientale europea – nonostante siano «riconducibili all’ozono 13 mila e 600 morti premature in Europa nel 2015, di cui 2 mila e 900 solo in Italia, l’importanza di questo inquinante viene spesso sottovalutata».

Facendo un confronto con chi ha superato anche la soglia di inquinamento per le polveri sottili – viene spiegato dal report – che «sono 31 quelle che risultano “fuorilegge” per entrambi gli inquinanti: sommando i superamenti di queste due categorie di inquinanti la classifica delle peggiori vede al primo posto Cremona con 178 giorni di inquinamento rilevato (105 per le polveri sottili e 73 per l’ozono); a seguire Pavia 167, Lodi, Mantova e Monza con 164 giorni, Milano 161 e Alessandria con 160. Delle 31 città con un inquinamento costante tutto l’anno, 28 superano i 100 giorni, e 16 superano addirittura i 150 giorni».

A queste bisogna aggiungere le città dell’area padana, Frosinone e Terni. In tutto, osserva Legambiente, «la popolazione residente in questi capoluoghi arriva a circa 7 milioni di abitanti che, in pratica, hanno respirato polveri e gas tossici e nocivi circa un giorno su due nel peggiore dei casi (Cremona), al massimo uno su quattro nel caso di Biella che chiude la classifica con 87 giornate».

Legambiente fa presente come questa situazione si traduca «in problemi di salute, costi per il sistema sanitario e impatti rilevanti sugli ecosistemi: le morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico – ricorda citando l’Agenzia ambientale europea – nel nostro Paese sono oltre 60 mila l’anno. Senza contare che in Italia i costi collegati alla salute derivanti dall’inquinamento dell’aria si stimano (al 2010) tra i 47 e i 142 miliardi di euro».

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Sonia