Referendum. Scoppia il “caso” matite. Il Viminale rassicura: sono indelebili

Da nord a sud segnalazioni alimentate da social: il voto si cancella

È diventato un “caso” nel giro di pochi minuti, complice il tam tam sui social, quello delle matite nei seggi del referendum e ha tenuto banco per ore, rimbalzando da nord a sud con una serie di segnalazioni a catena secondo cui i lapis erano cancellabili.

Segnalazioni sfociate in certi casi in denunce ai presidenti di seggio o interventi della polizia.

E il Viminale è dovuto intervenire per assicurare che “le matite sono indelebili” e servono solo per il voto.

Il ‘giallo’ si materializza intorno alle 13. Da poco più di un’ora sono noti i primi dati sull’affluenza fino a mezzogiorno: 20,1%. Gli elettori raccontano più o meno tutti la stessa cosa. Una volta nella cabina elettorale, al momento di sbarrare il ‘si’ o il ‘no’ sulla scheda, la matita scrive male, fatica un po’ a lasciare il segno.

Ed è qui che spuntano gomma e carta bianca che qualcuno aveva con sé e qualcun altro ha portato perché sui social già da ore giravano messaggi che invitano a controllare la funzionalità della matita. E usata su carta bianca, la matita in dotazione al seggio si cancella, sostengono molti elettori. Alcuni si rivolgono al presidente del seggio, altri fanno denuncia, altri ne parlano via facebook e twitter.

Tra loro, il cantante Piero Pelù, che posta anche la foto di quanto messo a verbale al seggio e innesca molte reazioni sul suo profilo. Le segnalazioni si moltiplicano. Interviene il leader della Lega, Matteo Salvini, che invita a tenere “occhi aperti” e a “non farsi fregare”.

In Campania è Fulvio Martusciello, europarlamentare di Fi e responsabile nazionale dei ‘difensori del voto’, a mettere in guardia.

Casi si registrano a Napoli, a Salerno, a Genova nel seggio dove vota Beppe Grillo, a Isernia dove arriva la Digos e i rappresentanti di Sel vanno a presidiare i seggi.

E poi Catania, Agrigento, anche in alcuni centri del potentino, dichiara Cosimo Latronico, deputato dei Conservatori e Riformisti; e, navigando sui social, c’è chi ne segnala anche a Sassari, Firenze e in altre città. I primi chiarimenti arrivano dalle prefetture.

«Non risultano anomalie o segnalazioni – fa sapere quella di Genova. Le matite fanno parte dei lotti di forniture distribuite di anno in anno dal ministero. La matita copiativa può essere cancellata da un foglio bianco, ma non dalla scheda” che rischia di essere “bucata”, specifica la Prefettura di Catania».

È poi una nota del Viminale a tentare di rimettere ordine: «Le matite copiative sono indelebili e destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale», sono quelle prodotte da Faber-Castell “da almeno cinque anni”. Quest’anno ne sono state acquistate 130mila e le “Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti».

Caso chiuso? Non è detto. Perché il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto al ministero dell’Interno e in 140 procure.

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Sonia