Nuoro 1900. "Laudate dominum": un omaggio in musica alla città

P.Gallisay, Salmo CXVI – Laudate Dominum

All’alba del XX secolo, mentre lo scultore Vincenzo Jerace con la sua arte plasmava la statua del Cristo Redentore, anche un’artista nuorese, il musicista Priamo Gallisay (Nuoro 1853 – Ozieri 1930), nella sua residenza di Ozieri con la sua musica rendeva il suo omaggio di arte e di fede al Cristo componendo un bellissimo “Laudate Dominun” per voce di tenore con accompagnamento d’organo.

L’alba del XX° secolo si apriva per la città di Nuoro sotto i migliori auspici. Rispondendo all’invito di papa Leone XIII, i nuoresi infatti si mobilitarono in massa per realizzare sugli aspri graniti dell’Ortobene, a perenne ricordo del grande avvenimento che suggellava venti secoli di Redenzione, la titanica statua del Cristo Redentore, opera dell’artista calabrese Vincenzo Jerace come simbolo di arte e di fede. Anche un’altro insigne artista nuorese, il compositore Priamo Gallisay, nell’aprile di quello stesso anno, residente ad Ozieri, volle dare il suo contributo di arte e di fede componendo un “Laudate Dominum” op.71 per voce di Tenore con accompagnamento d’organo.

Priamo Gallisay al piano

Il musicista nato a Nuoro nel 1853, dopo aver ottenuto il diploma presso il prestigioso Istituto “Chateau de Lancy” di Ginevra, si dedicò alla composizione e all’insegnamento della musica presso diversi collegi e istituti privati italiani e svizzeri. Nel 1895 compose il brano per canto e pianoforte Mattinata di marzo, su versi scritti appositamente dalla giovane concittadina Grazia Deledda. Nel luglio del 1896 ottenne il titolo Accademico della R. Accademia di Santa Cecilia di Roma, per la categoria compositori. Nel 1897, con grande successo di pubblico diede alla scene al Teatro Sociale di Varese il melodramma in tre atti Rosella, tratto dal romanzo Don Zua di Antonio Ballero, su libretto del poeta Pasquale Dessanai (un’opera tutta nuorese dunque). Il celebre tenore Francesco Tamagno, che a Varese (dove risiedeva) strinse amicizia con il compositore nuorese, chiese allo stesso di poter inserire nel proprio repertorio concertistico alcuni brani dell’opera. Fu così che una romanza dell’opera Rosella, “O sol superbo sole”, divenne un cavallo di battaglia del grande cantante, ritenuto il maggior tenore dell’Ottocento. Priamo Gallisay ebbe una vita intensa e avventurosa, fatta di continui spostamenti tra la Svizzera e la Sardegna, con frequenti tappe a Ozieri, dove risiedeva la famiglia. Risale appunto a periodo ozierese la composizione del “Laudate Dominum” op. 71 del 1900.

Priamo Gallisay morì nella cittadina logudorese il 30 luglio del 1930.

Il brano di musica sacra Laudate Dominum, recentemente recuperato, viene proposto nella registrazione effettuata  grazie al supporto tecnico  dell’emittente “Radio Barbagia” di Nuoro il 5 agosto 2015 all’organo della chiesa di Santa Maria della Neve, Cattedrale di Nuoro, nell’esecuzione del tenore Giampaolo Ledda e dell’organista Francesco Ganga.

ASCOLTA IL BRANO:

Il tenore Giampaolo Ledda (foto P.Tolu)

Giampaolo Ledda, tenore lirico: nato a Nuoro nel 1966, dopo un’esperienza formativa presso la corale Ennio Porrino diretta da M° Giuseppe Meloni ha compiuto gli studi di canto presso il Conservatorio G. P. L. da Palestrina di Cagliari con la Prof.ssa Lucia Cappellino perfezionandosi in seguito a Milano con il soprano Silvana Manga, il mezzosoprano Franca Mattiucci e il baritono Orazio Gualtieri. Nel 1995 ha debuttato nel ruolo di Alfredo nell’opera La Traviata a Novara diretta da Mauro Trombetta. Nel 1996 ha interpretato il personaggio di Lindoro nell’opera L’italiana in Algeri, rappresentata in forma semiscenica dal Teatro Lirico di Cagliari con la regia di Stefano Vizioli. Ha inoltre interpretato diversi ruoli: Duca di Mantova nel Rigoletto a Trento, Nemorino nell’ Elisir d’amore a Brescia, Alfredo in Traviata per l’Accademia italo-austriaca Kurt Sonnenfeld a Milano, Welter nell’omonima opera di J. Massenet al Teatro Alfa di Torino con la regia di Massimo Pezzutti e la Messe Solemnelle di Gioachino Rossini a Padova. Nell’ambito dell’operetta ha interpretato al Teatro Alfieri di Cagliari il ruolo di Leopoldo in Al cavallino bianco di R. Benatsky, e Camillo De Rossillon nella Vedova allegra di Lehar per il Centro Culturale Rosetum di Milano, con la direzione di Daniele Rubboli. Dal 1998 fa parte stabilmente del Coro del Teatro Lirico di Cagliari, per il quale nel 2001, ha cantato da solista in una serie di concerti organizzati nel territorio isolano per il “Centenario Verdiano”. Ha inoltre ricoperto i ruoli di: Principe di Persia in Turandot, Giuseppe nella Traviata, Messo nel Trovatore,  Venditore ne La Bohème, Contadino in Pagliacci, Un pastore sardo, La vendetta, Un altro guerriero ne I Shardana, Un soldato in Napoli milionaria, Un bandito e Un bandito e Un cameriere in Don Quichotte, tutte opere in cartellone nelle stagioni operistiche del Teatro Comunale di Montichiari (BS). Nel luglio 2014, nell’abito del progetto “Un’isola di Musica” ha cantato nel ruolo di Torbeno nell’opera I Shardana di Ennio Porrino, con l’Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari diretti da Anthoy  Bramall. Il tenore Giampaolo Ledda svolge inoltre un’intesa attività concertistica.

L’organista Francesco Ganga

Francesco Ganga, organista: nato a Nuoro, diplomato in canto artistico presso il Conservatorio Statale di Sassari sotto la guida della Prof.ssa Antonietta Chironi. Segue corsi di direzione corale, sull’interpretazione e la prassi esecutiva, di didattica e di canto gregoriano tenuti dai maestri: G. Barobbio, P. Righele, G. Milanese, P. Newmann, M. Fulgoni, F. Floris, A. Sanna, G. Costi, F. Carboni, A. Rooley, R. M. Meister, M. Lutero e A. Talmelli. Insegna Musica presso la Scuola Media Statale. Ricopre la carica di organista ufficiale della chiesa di Santa Maria della Neve, Cattedrale di Nuoro. Attualmente è direttore del Coro polifonico di Oliena e del Coro Baronia di Torpè.

Michele Pintore

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Sonia