Processo Dina Dore: udienza sospesa per raucedine del Pubblico Ministero

Il giudice Antonio Luigi Demuro ascolta le ragioni del PM Danilo Tronci (© foto S.Novellu)

Il caso Dina Dore non smette di essere oggetto di colpi di scena nemmeno durante le fasi più salienti del processo.

Intorno alle 10.15 del mattino, in un’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Nuoro gremita di persone, inizia regolarmente l’udienza odierna del processo a carico di Francesco Rocca, accusato di essere il mandante dell’omicidio della moglie Dona Dore.

Il pubblico ministero Danilo Tronci oggi avrebbe dovuto sostenere la propria requisitoria con la premessa che un’eventuale condanna nei confronti del dentista di Gavoi sarebbe dovuta essere oltre ogni ragionevole dubbio in quanto sostenuta da una forte e razionale analisi dei fatti.

La requisitoria è iniziato con una prima ricostruzione degli eventi, sin dal giorno stesso dell’omicidio della Dore: «C’è qui un uomo accusato di essere il mandante dell’omicidio della moglie – ha esordito il Pm – un omicidio commesso davanti a sua figlia di appena 8 mesi, che prevedeva che la bambina restasse per ore da sola al buio. Sua moglie è stata incaprettata mani e piedi ed è morta per soffocamento. La pena per questo delitto non può che essere commisurata a tanta ferocia».

Il Pubblico Ministero ha ricostruito il resto della giornata in cui la Dore e il marito hanno pranzato dalla madre di lei, poi la partenza di Rocca a Nuoro nel suo studio e il rientro in serata a Gavoi quando l’omicidio – avvenuto tra le 18.40 e le 19,00 – era già avvenuto. Quindi ha ripercorso mesi di testimonianze di vicini di casa amici e parenti della coppia, sottolineando lo «scarsissimo contributo dato dalle persone di Gavoi nel processo».

Ha ricordato, inoltre, le tappe in cui, a suo dire, il dentista ha cercato di depistare le indagini: «Rocca ha fatto credere per anni senza volersi esporre apertamente che Gavino Pira c’entrasse con l’omicidio, salvo poi negarlo in aula», rimarcando le verità che Rocca avrebbe omesso: «Dopo il ritrovamento del cellulare di Dina Dore, sono emerse delle cose che raccontavano una versione diversa del quadro familiare rispetto ai racconti di Rocca, ovvero il fatto che Rocca aveva una relazione con la sua segretaria e che il loro matrimonio era in forte crisi».

Tronci, subito dopo, ha chiesto una sospensione di un quarto d’ora dell’udienza: «scusate questa forte raucedine non mi permette di parlare» ha precisato.

Subito dopo la ripresa dell’udienza, in accordo con il Giudice Antonio Luigi Demuro e gli avvocati Manconi e Lai (Difesa) e Delogu (Parte Civile), l’udienza per oggi è stata definitivamente sospesa.

Si riprenderà il 30 mattina con la requisitoria di Tronci, dopodiché si va al 31 e al primo aprile con l’arringa della Difesa da parte degli avvocati Manconi e Lai, poi le repliche inizieranno dopo Pasqua.

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Sonia