Fecondazione eterologa: gli ovociti per le mamme italiane arrivano dall'estero

Un vero boom di richieste nella speranza di avere un figlio

Per le tante coppie italiane in lista per effettuare la fecondazione eterologa, la cicogna arriverà dall’estero: a 7 mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha reso possibile l’eterologa anche nel nostro Paese, infatti, mancano le donazioni di ovociti e si sta registrando un vero ‘boom’ di richieste di gameti esteri, con la gran parte dei centri di fecondazione che proprio in questi giorni sta stringendo, o ha appena concluso, contratti di collaborazione scientifica con varie banche di gameti europee.

Sarà una cicogna, quella in arrivo, che parlerà soprattutto spagnolo, danese e greco, paesi sede delle banche certificate con cui si stanno definendo la maggiorana dei contratti. «Proprio in questi giorni – spiega all’ANSA Elisabetta Coccia, presidente di Cecos Italia (l’associazione che raggruppa i maggiori Centri italiani privati e convenzionati di fecondazione assistita) – stanno partendo i primi contratti. I centri Cecos si stanno muovendo in questa direzione ed anche il Policlinico Careggi di Firenze, uno dei pochi centri pubblici dove è partita l’eterologa, ha appena chiuso accordi con 4 banche di gameti, 2 spagnole e 2 del Nord Europa, di cui una danese, dopo aver pubblicato un bando pubblico di avviso di interesse cui hanno risposto vari centri certificati europei».

Nelle prossime settimane, annuncia Gianni Baldini, responsabile dell’ufficio legale Cecos, «arriveranno i primi lotti di gameti. L’estero rappresenta infatti in questo momento la via principale per la disponibilità immediata di gameti».

Anche alcune cliniche, almeno 12, hanno già chiuso i contratti, e con i gameti ‘esteri’ già giunti è stata ottenuta una prima gravidanza confermata. Il punto, spiega Coccia, ”è che la donazione di ovociti da parte di donne che fanno la fecondazione omologa, ovvero l’egg-sharing, non è sufficiente e pone anche dei problemi per l’età elevata delle donatrici; in Italia, poi, non si hanno al momento donazioni volontarie: al Careggi è stato attivato un numero ad hoc ma, ad oggi, ci hanno contattato solo uomini. La donazione di ovociti, infatti, è un percorso molto impegnativo e per le donatrici sarebbe quanto meno necessario prevedere un contributo di solidarietà come avviene in altri Paesi».

Dunque, sottolinea, «la scelta degli accordi con l’estero rimane, al momento, l’unica strada possibile per garantire l’eterologa nel nostro Paese. Il costo per il servizio di acquisizione dei gameti a carico dei centri, precisa, è di 2800-3400 euro per 6-8 ovociti».

Il costo a carico delle coppie dovrebbe invece essere definito nei nuovi Livelli essenziali di assistenza, ma la regione Toscana ha già stabilito un proprio tariffario. Ad oggi, secondo una stima delle associazioni dei pazienti, sarebbero una cinquantina i trattamenti di eterologa effettuati in Italia e meno di una decina le gravidanze confermate, anche se non ci sono cifre ufficiali. Ma i numeri ridotti hanno una spiegazione, chiarisce Coccia: «La richiesta è enorme, tanto che al Careggi per prenotare una visita si arriva già al 2016. Il fatto è che sono stati necessari dei tempi tecnici per ‘mettersi in moto’ e questo era previsto, anche considerando il problema della mancanza di donazioni soprattutto al femminile».

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Sonia