Noi nuoresi, dimenticati da Pigliaru e dalla politica regionale

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Fin ora le richieste di un confronto con la Regione sono state eluse

Febbraio 2014 Francesco Pigliaru, viene a Nuoro in occasione delle elezioni regionali.

Il teatro Eliseo è gremito di persone, quello che sarà il futuro presidente della Regione promette che Nuoro e il nuorese saranno al centro di una politica di sviluppo locale. 

Da quel periodo sono passati esattamente dieci mesi e non solo nulla è stato fatto ma il territorio è stato proprio dimenticato dalla politica regionale. 

Lo scorso luglio venne convocato un vertice dal presidente della Provincia Costantino Tidu al quale parteciparono Confindustria, sindacati e sindaci del territorio. In quell’occasione si parlò di un piano di rilancio per il territorio da sottoporre al presidente Francesco Pigliaru e alla Giunta Regionale.

Si parlava di possibili soluzioni in materia di occupazione, energia, dispersione scolastica, spopolamento, turismo e trasporti, per tale motivo tutti gli attori del territorio sollecitarono un confronto repentino con il presidente della Regione.  Incontro che non solo  non è mai avvenuto ma non sono mai state date dalla Regione delle risposte effettive perché la provincia di Nuoro è stata completamente abbandonata a se stessa, dato che, fin ora si sono concentrate tutte le attenzioni sul Sulcis Iglesiente.

Di tutto questo si è parlato questa mattina, in occasione di un seconda tavola rotonda nella sede della Provincia con tutti i protagonisti del territorio: amministratori locali, sindacati e associazioni di categoria.

La crisi del nuorese ormai è una questione nazionale e non solo locale e se a breve non ci saranno delle risposte concrete, tutti coloro che questa mattina hanno partecipato al vertice hanno paventato una mobilitazione generale del territorio attraverso manifestazioni di piazza e marce verso Cagliari. Chissà se in questo modo Francesco Pigliaru, come è stato detto questa mattina, si ricorderà delle proprie origini barbaricine.

Sonia Meloni

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