Al TRIBU l'antologica sull'opera di Giuseppe Biasi

L’invito alla mostra antologica su Giusepe Biasi

In mostra oltre 200 capolavori appartenenti alla Regione Sardegna

Venerdì 8 giugno, allo Spazio TRUBU di Nuoro, è stato inaugurato uno degli eventi artistici e culturali più significativi del 2014, non solo a livello cittadino ma regionale. In mostra oltre duecento capolavori appartenenti alla Regione Sardegna, realizzati da Giuseppe Biasi, l’artista sardo più rappresentativo della la prima metà del XX secolo.

I visitatori potranno ammirare il corpus di opere di Biasi afferente alla raccolta acquisita dalla Regione Sarda, opere pittoriche e grafiche distribuite nei due livelli del TRIBU in un dialogo/confronto con quelle di Francesco Ciusa di cui lo spazio museale ospita la raccolta permanente.

Un percorso denso di contenuti a tracciare l’articolato processo di elaborazione identitaria che entrambi gli artisti intrapresero, primi portavoce dei valori autoctoni, che seppero esprimere nella loro intensa ricerca.

E proprio in questo clima di serrato dialogo si inserisce anche il confronto, proiettato nell’oggi, con le aggiornate avanguardie nuoresi, facenti capo a Seuna Lab a cui è dedicata una apposita sezione: Seuna Lab. Un laboratorio sociale dei linguaggi contemporanei, una puntiforme presenza nel percorso di Biasi.

Si segnala inoltre l’intervento del collettivo femminile DeSaCrè (Design, Sartoriale, Creativo Ecosostenibile), improntato sulla filosofia artistica del reciclaggio dei materiali, che innesta visivamente il noto dipinto Faisha e la collaborazione con il gruppo Hipstamatic Sardinia, che condivide la passione per le hipstafoto con persone di tutto il mondo, che porterà le immagini della mostra nei cinque continenti e una selezione delle stesse restituite in un contest al TRIBU.

La mostra e la città Grazie al significativo affiancamento della Camera di Commercio di Nuoro, ente promotore del Distretto Culturale nuorese, si registra un convinto e partecipato supporto alla mostra da parte delle imprese locali, in un legame teso a rendere compatta l’intera offerta culturale e commerciale della municipalità, ricca di numerose attrattive, in un inizio di indispensabile correlazione e sinergia per la costituzione di reti locali volte a un rilancio collettivo.

Biglietti d’ingresso alla mostra verranno donati ai propri clienti dagli operatori commerciali e inoltre l’esibizione da parte dei visitatori del biglietto della mostra presso i ristoranti, bar, caffetterie e librerie di Nuoro consentirà di poter beneficiare di uno sconto del 10% sulle consumazioni; l’elenco delle attività aderenti e ulteriori specifiche informative ampliate e aggiornate sull’iniziativa saranno divulgate mediante un QR code apposto in un pieghevole, capillarmente distribuito, che sarà pertanto sempre attualizzato riguardo agli eventi che si svolgeranno nel corso della manifestazione.

Giuseppe Biasi (Sassari 1885-Andorno Micca 1945) è il protagonista del movimento artistico sardo del primo Novecento, inventore di un’immagine della Sardegna destinata a grande fortuna: quella di una terra primitiva e felice, non corrotta dal progresso. Dopo il debutto come illustratore, Biasi si afferma nel 1913 e 1914 alla Secessione romana e alla Biennale di Venezia, con una pittura decorativa elegante e sensuale, influenzata da Klimt e Zuloaga. Nel 1915 si trasferisce a Milano, dove la Mostra Sarda del 1917 ne sancisce il successo. Il soggiorno in Nordafrica (1924-27) segna un rinnovamento dei temi e dello stile sulla scorta delle avanguardie cubiste e espressioniste; ne restano nella raccolta alcuni grandi nudi, degli intensi ritratti e scene di musica e una serie di brillanti piccole tempere e disegni, questi ultimi in gran parte frutto degli ultimi acquisti. Tornato in Italia, Biasi fatica a reinserirsi in una scena artistica ormai contraria all’esotismo e al decorativismo. La sua pittura è però ancora ricca di episodi di alta qualità; alla fine degli anni ’30 prevale una ricerca di tono più realistico, con un recupero dei generi ottocenteschi del paesaggio e della natura morta. Un lungo soggiorno a Biella, negli anni della guerra, si conclude tragicamente: nel 1945 il pittore, assurdamente sospettato di essere una spia dei nazisti, è arrestato dai partigiani e viene ucciso durante un trasferimento.
La Collezione Biasi della Regione Sardegna – la più ampia raccolta esistente di lavori di Giuseppe Biasi, il maggior pittore sardo del Novecento – comprende una larga scelta delle opere che alla morte dell’artista si trovavano nel suo studio e che la regione comprò nel 1956 (circa 300 opere). Attraverso dipinti, disegni e stampe, permette di seguire il percorso di Biasi dall’esordio fino agli ultimi anni di vita, con la sola eccezione del periodo compreso tra il 1915 e il 1923, che l’artista trascorse a Milano. I nuovi acquisti, avvenuti nei primi anni 2000, hanno colmato questa lacuna con alcuni dipinti e un gruppo di disegni degli anniTrenta. L’importante antologica comprenderebbe oltre all’originaria acquisizione (1956) delle n. 281 opere fra oli, tempere, pastelli, chine, linoleografie, xilografie, l’aggiunta delle immissioni più recenti nella collezione RAS: un olio (Corteo nuziale, fine anni Dieci), due tempere (Dopo il Rosario, 1914 circa; Ritratto di Germana Lonati, 1923) e un gruppo di disegni anni Trenta.

Organizzazione e logistica: ILISSO EDIZIONI; allestimento: Antonello Cuccu; Catalogo: ILISSO EDIZIONI (a cura di Giuliana Altea)

Sponsor: Camera di Commercio di Nuoro; Banca di Sassari; con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Nuoro

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Sonia