Parco di viale Trieste: ecco il punto di vista delle mamme

Non chiediamo la luna vogliamo il parco (© foto S. Novellu)

Mi ero addirittura portata una poesia di Bruno Togliolini. Mischina

Daniela Zempt, insegnante e impegnata da sempre sul fronte dell’editoria e della cultura e nostra preziosa collaboratrice, il giorno della protesta per la chiusura dei giardini di Alzheimer era in veste di semplice mamma, preoccupata per le sorti del bambino, al quale come a tutti gli altri è stato negato, per ora, il diritto di giocare nella sua città.

Che bello partecipare a una manifestazione di protesta, poter far sentire le nostre voci, e quelle dei nostri bambini, piccole creature che, ancora così giovani, si battono per un loro diritto fondamentale. Uno spazio sicuro e protetto in cui giocare, al centro di una città non proprio a misura di bambino.

Arrivo sotto il Municipio e vedo colori, mamme, passeggini e… loro, i bambini, con il loro irresistibile baccano gioioso.

Ecco forse il perché di quello spiegamento di telecamere, macchine fotografiche e giornalisti, forse tutti pensano: chi li ha mai visti i bambini nell’aula consiliare di Nuoro? Come potranno gli assessori e il sindaco resistere al baccano gioioso?

Saliamo in l’aula consiliare e interrompiamo la seduta di consiglio, sotto gli occhi incuriositi e divertiti di addetti ai lavori,  consiglieri e giornalisti.

L’assessore ai Servizi sociali e Diritti di cittadinanza decide di darci udienza nella sala di rappresentanza, e il trenino gioioso si sposta rumorosamente di una ventina di metri. Ad accoglierci, un signore paffutello e un po’ impacciato, che non guarda in faccia le mamme in attesa di risposte e, cosa ancor più insolita, ignora il baccano gioioso. Ma parla con i giornalisti, come fossero loro i suoi principali interlocutori. No, no, aspettate un momento. Stiamo dicendo che ci troviamo tutti in una stanza con circa una ventina di bambini che vanno su e giù, urlano, disegnano, spostano sedie, si infilano in ogni dove, portano con sé cartelli di protesta. E che ci sono poi altrettante mamme, nonne, qualche papà, che parlano tra loro (e quindi anche loro fanno rumore). E tutto quel che fa questo signore è parlare con i giornalisti??? Cioè, non si inchina a sorridere a un bambino, non chiede scusa per il disagio creato a questi giovani cittadini?

Forse non siamo partiti col piede giusto, magari appena iniziamo a parlare, le cose si mettono meglio.

Quando la conversazione inizia, la mia delusione cresce, perché – mischina – avevo pensato di parlare delle città da prendere a modello, delle amministrazioni illuminate che pensano luoghi, giochi, attività per assecondare le fasi di crescita dei bambini, che grazie a queste iniziative potranno diventare adulti migliori.

Mi ero addirittura portata una poesia di Bruno Tognolini. Mischina.

Invece si parla di bugie, concessioni scadute, procedure lunghe e difficili, di un alacre lavoro che va avanti ormai da parecchio tempo su questi giardini Alzheimer e che presto si concluderà, non certo per via della nostra protesta.

Chiuso questo siparietto con l’assessore ai Servizi sociali e Diritti di Cittadinanza, il sindaco decide di darci udienza, e per la seconda volta il trenino gioioso si sposta dall’aula consiliare alla sala di rappresentanza. E mentre il nostro primo cittadino si avvita intorno al cancello chiuso, a un bando di gara che personalmente non ho ancora capito se c’è stato, o se ci sarà, ho due nuove terribili certezze rispetto a chi abita questo palazzo:

Tognolini non c’entra niente.

Neppure il baccano gioioso.

D. Zempt © TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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  • … spassosissima, complimenti alla mamma … ma è proprio vero, i diritti dei bambini e delle bambine hanno proprio bisogno della "voce" dei grandi!!!

  • Delicatissima ma tagliente...chissà se il primo cittadino ed il suo delegato assessore ai servizi sociali hanno afferrato la dirompenza di questa segnalazione, sottile intelligente ma sdegnata.Nessun dorma...questa insensibilità gli stessi amministratori la hanno dimostrata in molte altre occasioni. Mi risulta che in una "città" importante nella Provincia di Sassari, qualche nostro amministratore è noto come il più gran bugiardo che il Comune di Nuoro abbai mai avuto. E sì che il politico, per definizione classica, è un bugiardo eccellenza...

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Sonia