giovedì 13 dicembre 2018, Aggiornato alle 6:45
Home > CRONACA, POLITICA E ATTUALITÀ > Zingaretti a Nuoro. «Superando le divisioni il PD può farcela. il populismo non è e non ha soluzioni»

Zingaretti a Nuoro. «Superando le divisioni il PD può farcela. il populismo non è e non ha soluzioni»

Sostieni l'informazione libera e indipendente.
Supporta Cronache Nuoresi con una donazione.
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (foto S.Novellu)
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (foto S.Novellu)

 

«Noi siamo l’alternativa, in un momento in cui il populismo impera, dobbiamo trovare la forza e la lucidità per credere in un’idea comune, superando le divisioni, solo così riusciremo a riconquistare le aspettative tradite dei tanti che hanno ceduto alle lusinghe del populismo e alle attuali forze in campo; loro, nonostante i proclami della prima ora, hanno preso in ostaggio il paese uno con la questione migranti e l’altro con la presunta sconfitta della povertà». Così Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e possibile candidato alla presidenza del PD, ieri pomeriggio, durante l’incontro con i simpatizzanti del Partito Democratico, unica tappa sarda.

L'auditorium della Biblioteca Satta gremito per Nicola Zingaretti (foto S.Novellu)

L’auditorium della Biblioteca Satta gremito per Nicola Zingaretti (foto S.Novellu)

In un auditorium della Biblioteca Satta gremito, dopo gli interventi del sindaco di Lanusei Davide Burchi e di Sabina Contu, avvocato, dirigente Pd, che dopo aver seguito le vicende dell’amianto a Ottana auspica un rilancio del PD per riscrivere le basi dei diritti negati e far approdare in Europa la vertenza dei malati e delle vedove dei lavoratori dell’industria, Giovanni Maria Bellu, giornalista e moderatore dell’incontro, introduce il tema delle imminenti elezioni regionali.

L'intervento dell'avvocato Sabina Contu (foto S.Novellu)

L’intervento dell’avvocato Sabina Contu (foto S.Novellu)

Bellu non va troppo per il sottile nel delineare il ritratto del candidato del centro destra Cristian Solinas, che definisce “impresentabile” (e con tanto di “laurea fasulla”) e chiede a Zingaretti cosa bisogna fare per riconquistare la fiducia degli elettori: «mi candido alla guida del PD – esordisce il presidente della Regione Lazio – perché credo che il treno del populismo sul quale gli italiani delusi sono saliti in gran fretta alle ultime elezioni, non porterà i suoi frutti, Lega e 5 Stelle non sono in grado di trovare la soluzione ai problemi dell’Italia, alla povertà e alla sempre crescente concentrazione della ricchezza».

Giovanni Meria Bellu e Nicola Zingaretti (foto S.Novellu)

Giovanni Meria Bellu e Nicola Zingaretti (foto S.Novellu)

«Noi abbiamo governato bene ma comunicato male – prosegue Zingaretti – ora è il momento di capire dove abbiamo sbagliato, di guardare in faccia il mostro: il problema non sono ne la pericolosità delle proposte di Salvini o i risultati ottenuti dei 5 Stelle. Se troviamo le risposte possiamo riuscire. Servono nuove alleanze, da soli si perde. Non penso tanto al Centrodestra o ai 5Stelle ma a ritrovare un’idea comune al nostro interno, superando le frammentazioni, perché le frammentazioni, alla fine, diventano diaspore».

A proposito, poi, della candidatura del sindaco di Cagliari Massimo Zedda alla presidenza della Regione Sardegna per il Centro Sinistra (per quanto Bellu sottolinei con minima caratterizzazione PD), Zingaretti risponde «io sono presidente della mia Regione perché 205 sindaci su 258, pur avendo provenienze politiche diverse, hanno sostenuto la mia candidatura. Le elezioni le abbiamo perse quando ci siamo illusi di vincere rimanendo da soli. Quando ci siamo chiusi nell’orgoglio di partito. Ora è il momento di investire su forze nuove, e Zedda è una forza nuova, con un’ottima esperienza fatta sul territorio»

Zingaretti e Arru (foto S.Novellu)

Zingaretti e Arru (foto S.Novellu)

A questo punto l’impetuoso intervento dell’assessore alla Sanità Luigi Arru, che difende l’operato della giunta Pigliaru «in un momento in cui va di moda andargli contro, parliamo di uno che, pur colpito da una malattia mortale, è rimasto al proprio posto e ha portato fino il fondo il proprio operato, una persona ben diversa dal suo strenuo oppositore, che si tinge i capelli di biondo e va al mare col personal trainer (riferendosi a Ugo Cappellacci NDR). Noi abbiamo pagato lo scotto di un’amministrazione malsana della sanità. Abbiamo ereditato 350milioni di debiti. Siamo una regione che non fa figli… e questo è un fallimento»

«La strada giusta per l’elezione del nuovo segretario PD – ha poi concluso Zingaretti – non è certo quella dell’assemblea  ma ascoltare il parere del popolo attraverso i gazebo»

S.Nov. © Tutti i diritti riservati

Lascia un commento