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Macomer. Il sindaco Succu: “attenzione alta per gli episodi di terrorismo ma non odio verso gli extracomunitari”

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Il sindaco di Macomer Antonio Succu
Il sindaco di Macomer Antonio Succu

 

«Serve mantenere l’attenzione sempre alta nei confronti di questi episodi di terrorismo vero o presunto – dice il sindaco di Macomer Antonio Succu, a proposito dell’arresto di un cittadino di origine palestinese da parte dei NOCS – ma è necessario svincolarli dal problema e dalle politiche dei migranti».

Il primo cittadino di Macomer prosegue: «c’è chi semina paura e usa questo episodio per stimolare l’odio della gente. La paura serve per innalzare muri, che sono l’anticamera del razzismo. Bisogna vivere sereni, pur vigilando, ma quello che è successo a Macomer poteva succedere da qualsiasi parte d’Italia o del mondo».

Intanto, in città, non sono pochi coloro che reputano l’episodio in maniera meno allarmistica o addirittura sono increduli. Dal canto suo Abbanoa ha assicurato che un avvelenamento della condotta sarebbe impossibile, considerati i sistemi di sicurezza vigenti e che, in ogni caso, ci vorrebbe una enorme quantità di veleno per raggiungere lo scopo. Insomma una operazione che, da un punto di vista “tecnico”, sarebbe molto difficile. Più preoccupato invece il sindaco Succu è per il “decreto sicurezza” che cambierà la situazione degli SPAR, i sistemi di micro accoglienza, che, nel Marghine, sono in atto in sette paesi.

«Il punto più preoccupante – dice il sindaco Succu – è che il decreto ha ridimensionato la protezione umanitaria e molti migranti richiedenti asilo non potranno accedere alla micro accoglienza e andranno a finire nei CAS, che sono dei veri e propri ghetti, per finire poi sulla strada e alimentare così l’insicurezza. Il ridimensionamento della protezione umanitaria, strumento che vige in tutto il mondo per proteggere chi ha bisogno e non può tornare in patria, è un fatto gravissimo».

Preoccupazione anche per il Centro di Permanenza e Rimpatrio, il così detto CPR. La notizia del possibile raddoppio del periodo della permanenza e del numero degli ospiti provoca ancora le lamentele del sindaco: «non sono questi i patti che avevamo stabilito. Quanto si profila va a discapito della dignità di chi viene ospitato e della sicurezza. Proprio subito dopo l’intervista è arrivata la notizia della revoca della gara d’appalto per la fornitura di beni e dei servizi per il CPR di Macomer. Il fatto genera degli interrogativi, tra cui proprio quelli sulla qualità della vita nella struttura dell’ex carcere di Macomer che poneva il sindaco Succu».

Pier Gavino Vacca

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