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Delitto Monni-Masala. Il PM Vacca annuncia: “ergastolo per Cubeddu”

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Un momento del processo per il delitto Monni-Masala (foto Cronache Nuoresi
Un momento del processo per il delitto Monni-Masala (foto Cronache Nuoresi

 

Ci sono prove schiaccianti della colpevolezza di Albero Cubeddu. Non ha dubbi il Pubblico Ministero Andrea Vacca che nella giornata di oggi, davanti ai giudici della Corte d’assise di Nuoro, ha  concluso intorno alle 18.15 di stasera la sua requisitoria annunciando che chiederà l’ergastolo per il 22enne di Ozieri sotto processo per gli omicidi di Gianluca Monni e Stefano Masala.

Al magistrato non è bastata nemmeno la giornata di oggi per formulare le sue richieste di condanna: tutto rinviato alla mattinata di domani 11 ottobre.

In quasi dieci ore di requisitoria è stato ripercorso lo stretto rapporto tra i due cugini Paolo Enrico Pinna (già condannato a 20 anni in due gradi di giudizio per entrambi gli omicidi) e Alberto Cubeddu.  Un racconto meticoloso, fatto attraverso, centinaia di intercettazioni ambientali, telefoniche e  messaggi sui social che provano in modo “inoppugnabile” – come ha precisato Vacca – la colpevolezza di Cubeddu nella morte di due ragazzi, che  ha origine «da uno screzio durante la festa a Orune nel dicembre 2014 nella quale Pinna importuna la ragazza di Gianluca Monni e viene pestato a sangue dagli amici dello studente, che gli portano via anche la pistola che aveva puntato contro il rivale».

Allora che fare? «L’offesa, spiega il magistrato, è stata  ‘lavata’ nel sangue. E per tale motivo è stato messo in atto un piano diabolico da parte dei due cugini che vivevano in simbiosi:  Stefano Masala è stato attirato in una trappola per impossessarsi della sua Opel Corsa, poi il giovane è stato ucciso con l’obiettivo di far ricadere la colpa su di lui. Con quella macchina Pinna e Cubeddu, successivamente hanno raggiunto Orune e ammazzato Gianluca alla fermata dell’autobus». Il tutto avviene fra il sette e l’otto maggio 2015.

Già, dopo un mese, ha proseguito Vacca, «amici e parenti dei due sapevano che erano coinvolti nel duplice omicidio». «Lo sapevano, e di certo, non lo hanno potuto apprenderlo dai media perché fino al giorno degli arresti di Paolo Enrico Pinna e Alberto Cubeddu, nessun organo d’informazione, per la delicatezza delle indagini aveva pubblicato foto e  fatto nomi su eventuali responsabili» ha concluso Vacca nel corso del dibattimento.

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