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Un recente studio getta nuova luce sulle figure di Leonardo Alagón e del Maestro di Castelsardo

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Un ritratto di Leonardo Alagón, tratto dal
Un ritratto di Leonardo Alagón, dal "Dizionario degli uomini illustri di Sardegna" di Pasquale Tola, 1837

 

Le personalità di Leonardo de Alagón e del cosiddetto “Maestro di Castelsardo” sono svelate dallo studio dello storico Marco Antonio Scanu, il cui esito è stato pubblicato sulla rivista di ricerca storica Aragón en la Edad Media, edita dall’Università di Saragozza.

Dal lavoro di ricerca, condotto su documenti originali, emerge una figura dell’ultimo marchese di Oristano molto diversa da quella creata da certa letteratura celebrativa, di stampo romantico, che andava alla ricerca spasmodica dei padri della patria. Leonardo de Alagón, molto probabilmente, nacque a Saragozza – e non a Oristano – forse prima del 1436, data proposta dal Tola. È da credere che non venne mai in Sardegna prima del 1470, anno in cui fu individuato quale erede dei marchesi di Oristano. Arrivò nell’isola già in possesso di alcuni feudi in Aragona, nei dintorni di Huesca, con un’educazione completata a corte e fu tra gli ufficiali più vicini al re, che affiancò nella guerra contro i Catalani che (già da allora) lottavano per l’indipendenza. Fu anche procuratore degli zii Antonio e Salvatore Cubello, fedeli alleati del re e discendenti dall’antica casa degli Arborea. Lo scontro con il vicerè Carroz non fu “per la liberazione della Sardegna”, come gli fu imputato su suggerimento del suo acerrimo nemico, ma piuttosto per la difesa delle sue proprietà, tant’è che, a un certo punto, cominciò a pagarne il riscatto. Non fu una lotta contro il re – come lui affermava sempre – ma contro il suo nemico Nicolò Carroz, in una guerra per la supremazia, fra “bandos” di feudatari. L’articolo supporta il parere della maggior parte degli studiosi, compresa una nostra modesta ricerca.

ll retablo di Tuili, opera del Maestro di Castelsardo

ll retablo di Tuili, opera del Maestro di Castelsardo

Nello stesso si parla anche del “Maestro di Castelsardo”, autore di “retabli”, ovverosia di quegli stupendi dipinti quattro-cinquecenteschi che adornano gli altari di diverse chiese della Sardegna, tra cui Castelsardo, Ardara, compreso il capolavoro di Tuili. Secondo Scanu, il Maestro difficilmente ebbe modo di risiedere in Sardegna. Dovette essere, piuttosto, il titolare di una bottega che comprese, oltre a pittori, intagliatori, doratori e altri artigiani, con corrispondenti colleghi che, nell’isola, assemblavano i lavori. I dipinti a lui attribuiti risentono di influenze fiamminghe e italiane, poiché, nella seconda metà del ‘400 Saragozza, capitale della corona d’Aragona, di cui la Sardegna faceva parte, fu un formidabile crocevia economico e culturale.

Lo storico dell'arte Marco Antonio Scanu

Lo storico Marco Antonio Scanu

Marco Antonio Scanu, nativo di Bosa, ma cresciuto a Cuglieri, laureato a Cagliari, professore di lettere e dottorando presso l’Università di Lleida, è autore di numerose ricerche e articoli a tematica storica e artistica.

Pier Gavino Vacca

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