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Rissa con tentato omicidio: in manette due giovanissimi

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Carabinieri sul luogo della rissa
Carabinieri sul luogo della rissa

 

Con l’accusa di duplice tentato omicidio in concorso, rissa e porto ingiustificato di coltello, Davide Demurtas e Enrico Deiana rispettivamente di 23 e 22 anni, entrambi residenti a Tortolì, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Lanusei in esecuzione di una misura cautelare (attualmente ai domiciliari) emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lanusei su richiesta del Procuratore Biagio Mazzeo.

L’episodio per il quale i due sono finiti nei guai risale a nove mesi fa, nella notte tra l’1 e il 2 luglio 2017 (APPROFONDISCI), all’interno del locale “Terzo Tempo” ricavato nello spazio degli spogliatoi del campo sportivo comunale di Ilbono, in occasione dei festeggiamenti del 18° compleanno di tre amici, a cui hanno partecipato un centinaio di giovanissimi. Il contesto è quello dei festeggiamenti della Madonna delle Grazie. Nel cuore della notte, intorno alle 3:30 circa, i Carabinieri sono stati mobilitati dai medici del  Pronto soccorso dell’Ospedale di Lanusei, che erano arrivati sul posto per tre giovani con gravi ferite di arma da taglio. Le loro condizioni erano apparse da subito gravi ed entrambi sono stati ricoverati in Rianimazione ed uno era stato trasferito d’urgenza con l’elisoccorso prima all’ospedale ‘Brotzu’ e poi al ‘Businco’ di Cagliari. Quella stessa notte Demurtas e Deiana intorno alle 5.30 si erano presentati al commissariato di Tortolì con ferite e contusioni accompagnati dal loro difensore di fiducia per dare la loro versione dei fatti e successivamente erano andati alla guardia medica di Tortolì. Ai militari i due avevano detto di essere stati aggrediti dagli altri tre giovani e di essersi difesi dopo averli disarmati.

Dopo mesi di indagini gli inquirenti hanno scoperto che tra le vittime e i due aggressori era già scoppiata un’altra rissa nel dicembre 2016, nella quale Demurtas aveva estratto un coltello. I due gruppi si erano quindi già fronteggiati e per gli inquirenti non vi è dubbio sulla volontà omicida degli aggressori, visti i numerosi colpi inferti con violenza.

La loro versione è stata però smentita dalle lesioni riportate dalle vittime oltre che dalla ricostruzione investigativa, in primis delle intercettazioni. Le indagini, come segnalano i Carabinieri, non sono stati agevolate dalle testimonianze dei presenti alla festa che oltre a non aver denunciato il fatto alle forze dell’ordine, hanno riferito di non aver assistito alla rissa.

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