martedì 13 novembre 2018, Aggiornato alle 15:27
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Niente ferie e costretti a pagare “40 euro” per l’assenza. Lavoratori nuoresi “schiavizzati” in negozio cinese

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Indagini della Guardia di Finanza
Indagini della Guardia di Finanza

Questa volta a essere sfruttati sul lavoro sono stati otto italiani. Se molto spesso si parla di stranieri costretti a lavorare in condizioni precarie, a Nuoro, a finire vittime dei datori sono stati i cittadini nuoresi che, per motivi economici, hanno accettato un lavoro sottopagato e con condizioni durissime in un esercizio commerciale gestito da imprenditori cinesi.

Niente ferie se non per le feste comandate oltre a un giorno libero a settimana  e chi si assentava per malattie o necessità doveva pagare 40 euro o l’alternativa era recuperare la giornata. Nel mirino della Guardia di Finanza di Nuoro, un negozio gestito da cinesi a Pratosardo di casalinghi, giocattoli  e abbigliamento

Premendo sulla leva della disperazione gli 8 lavoratori venivano formalmente assunti con contratto “part time” mentre di fatto svolgevano un orario “full time”. In pratica, a fronte di un contratto che prevedeva lo svolgimento di 20 ore settimanali ne venivano effettuate almeno 48.

Per tenersi stretto il posto di lavoro, i dipendenti avevano firmato anche una sorta di contratto che indicava un codice comportamentale da tenere durante le ore di lavoro.

Tra le regole più assurde c’era il divieto di non parlare con i colleghi se non per ragioni di lavoro, di riporre il cellulare in tasca, in cassa o in borsa e di poterlo utilizzare solo se vi erano delle urgenze in famiglia, di poter usufruire di una pausa di 5 minuti che poteva essere utilizzata per la mangiare o, in alternativa, per fumare o andare in bagno.

Al titolare sono state contestate numerose violazioni e sanzioni sino a un massimo di 35mila euro, oltre ai contributi non versati ai lavoratori irregolari.

 

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