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Torna la paura terremoto nell’Italia Centrale: scossa di magnitudo 4.7 con epicentro nelle Marche

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La scossa registrata questa mattina a Muccia
La scossa registrata questa mattina a Muccia

Torna la paura terremoto nelle Marche dopo l’ultimo scossa  avvertita nell’Italia Centrale nel 2016. Questa mattina, intorno alle 5.11 un movimento tellurico di magnitudo 4.7 è stato registrato con epicentro a 2 km da Muccia, in provincia di Macerata, ed ipocentro a 9 km di profondità. Lo riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Oltre che nelle Marche, la scossa è stata chiaramente avvertita anche in Umbria, Toscana, Lazio e Abruzzo.

Crollo all'interno di un'abitazione di Muccia

Crollo all’interno di un’abitazione di Muccia

Dopo il terremoto di magnitudo 4.7 avvenuto stamani con epicentro a Muccia, nel Maceratese, tra cui due di magnitudo 3.5 alle 5:46 e alle 6:03. Quest’ultima, secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha avuto ipocentro a 2 km da Pieve Torina (Macerata). Il sindaco di questo Comune, Alessandro Gentilucci, ha parlato di notevoli ulteriori danni ma nessun ferito anche se a scopo precauzionale sono state evacuate quattro famiglie dalle loro abitazioni.

Il terremoto di magnitudo 4,6 avvenuto questa mattina a Muccia (Macerata) è stato 500 volte inferiore a quello di magnitudo 6,5 del 30 ottobre 2016: lo ha rilevato il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni. Quel forte terremoto, avvenuto vicino a Norcia, rientrava nella sequenza che si era attivata pochi mesi prima, il 24 agosto, e complessivamente nell’ambito della stessa sequenza sono state registrate 64 scosse simili a quella avvenuta oggi, ossia di magnitudo compresa fra 4 e 5. In tutti i casi a scatenarle è il meccanismo di tipo estensionale caratteristico dei terremoti dell’Appennino, nel quale la crosta terrestre subisce una sorta di ‘stiramento’ con un conseguente allargamento dell’Italia Centrale.

Oltre 50 scosse in due ore con magnitudo superiore a 2 si sono verificate nella zona colpita dal sisma di questa mattina all’alba, con epicentro a pochi chilometri da Muccia. Secondo l’elenco dell’Ingv, sono state due le scosse con magnitudo 3.5, mentre le altre sono comprese da 2 a 2.6. Ma lo sciame sismico ha visto anche una trentina di scosse di minore intensità, tra lo 0,9 e l’1,9.

La sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile è in costante contatto con le strutture regionali dopo il terremoto di stanotte nelle Marche.

«È normale che una sequenza che ha mobilitato un volume così grande duri a lungo», ha osservato il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) , Carlo Doglioni. «Per una sequenza che ha mobilizzato un volume più piccolo, come quella legata al terremoto de L’Aquila del 2009, sono stati necessari tre anni per tornare a un’attività con valori confrontabili a quelli precedenti all’evento. È quindi possibile che la sequenza che si è attivata nell’agosto 2016 duri ancora non meno di un anno».

«Danni? Qui tutto il centro della città è ancora zona rossa, ora stiamo facendo verifiche fuori, poi faremo accertamenti anche lì dentro». Intanto però il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, dopo la scossa 4.7 delle 5:11 di oggi, ha bloccato tutti gli accessi alla zona rossa, «tranne quelli delle ditte specializzate che stanno lavorando». Divieto in particolare per i cittadini che ancora oggi, spiega il primo cittadino,«vanno a recuperare oggetti personali dalle case inagibili».

Parla di «grande paura e insicurezza tra le persone» il sindaco di Muccia, Mario Baroni. «È uno stillicidio continuo, che ci sta snervando e che non si ferma: le scosse si ripetono da svariati giorni, anche con un’escalation nell’intensità».

È stata riattivata, con ripresa della circolazione dei treni, la tratta ferroviaria Civitanova Marche-Macerata sospesa a scopo precauzionale in attesa di verifiche sulla tenuta della linea ferrata dopo la scossa di magnitudo 4.6 registrata alle 5:11 di stamani a 2 km da Muccia, nel Maceratese. Per un’altra tratta della ferrovia, tra Macerata e Albacina, RFI prevede invece la riattivazione verso le 9:30.

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