lunedì 15 ottobre 2018, Aggiornato alle 18:36
Home > CRONACA REGIONALE > Tutti contro il nucleare. Calenda su Twitter: “di Sardegna non ho parlato”

Tutti contro il nucleare. Calenda su Twitter: “di Sardegna non ho parlato”

Sostieni l'informazione libera e indipendente.
Supporta Cronache Nuoresi con una donazione.
nucleare

Il ministro dello Sviluppo economico precisa “non conosco le località incluse nella mappa”

«Di Sardegna non ho parlato, non conosco le località incluse nella mappa. La valutazione è stata tecnica e non politica». Così su Twitter il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, risponde a chi chiede se il Governo pensa davvero alla Sardegna come unico sito di stoccaggio delle scorie nucleari.

Il ministro ha assicurato che il decreto per la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per localizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (CNAPI) dovrebbe essere pronto entro la prossima settimana. L’annuncio è arrivato mercoledì (APPROFONDISCI) e ieri non sono mancate le polemiche.

Il primo a lanciare l’allerta è stato il Comitato sardo NonucleNoscorie: «Il ministro non ha fatto cenno alla esclusione della Sardegna dai siti possibili, nonostante la netta ed esplicita indisponibilità dimostrata da tutto il popolo sardo. Di fronte all’annuncio di imminente pubblicazione del CNAPI, il Comitato sardo NonucleNoscorie si prepara ad una nuova mobilitazione, lanciando un’allerta ai sardi perché tengano alta l’attenzione sul tema».

Secondo gli attivisti, dalla loro parte c’è «l’indisponibilità al nucleare dichiarata con chiarezza dai sardi, non solo con la mobilitazione di massa ma anche con atti ufficiali. Tra questi ci sono il referendum del 2011, con il quale l’Isola ha detto il suo no al nucleare, leggi e ordini del giorno regionali, delibere dei Comuni e delle Province.

 

Insieme al Comitato NonucleNoscorie, a tenere alta l’alta lattenzione sul tema c’è anche il mondo politico regionale. Ieri un coro di no si alzato da più parti. Per il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Capellacci: «Il Governo non osi sfidare la volontà espressa dal popolo sardo democraticamente con il referendum. Quasi 900 mila cittadini, pari al 97% dei votanti, hanno espresso la propria contrarietà alla realizzazione del deposito nella nostra terra».

Anche il portavoce di Progetto AutodetermiNatzione, Anthony Muroni, boccia l’ipotesi che l’Isola possa ospitare il sito nazionale per le scorie nucleari e «mobilita tutte le sue componenti, storicamente impegnate nella battaglia #nonucle. La nostra terra ha già pagato a caro prezzo le conseguenze della sovrabbondante presenza di servitù militari – prosegue Muroni a nome di Rossomori, Sardigna Natzione, Sardos, Liberu, Sardegna Possibile, Gentes, Comunidades e iRS – con tutti i danni che queste ultime hanno causato al territorio, alla società, alla cultura, all’economia. A partire dall’inquinamento. I sardi non accetteranno a nessuna condizione l’ipotesi che l’Isola diventi anche una pattumiera radioattiva».

© Tutti i diritti riservati

Lascia un commento