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I progetti di filiera non funzionano. In Sardegna Centrale ferme più di cento domande

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La consigliera regionale del PD, Daniela Forma
Il consigliere regionale del Pd, Daniela Forma

Solo 12 imprese su 117 hanno avuto accesso ai contributi. Per Daniela Forma “il quadro è desolante”

«Ricevuto un primo riscontro formale sullo stato di attuazione della seconda fase del Bando: hanno terminato gli investimenti solamente 12 imprese sulle 117 ritenute inizialmente ammissibili. A distanza di oltre tre anni dalla approvazione dell’elenco delle domande ammesse alle agevolazioni previste dal Progetto di Filiera e di Sviluppo Locale nelle aree di crisi e nei territori svantaggiati (PFSL) il quadro appare desolante».

La consigliera regionale del Partito democratico Daniela Forma cerca di fare chiarezza sul PFSL, che tante attese aveva generato negli imprenditori e nei disoccupati delle aree di Tossilo-Macomer, Nuoro-Pratosardo, Ottana e Siniscola. Un operazione trasparenza non facile neanche per un’esponente di maggioranza. Dopo aver presentato una richiesta di accesso agli atti e aver atteso invano risposta da parte del direttore generale del Centro Regionale di Programmazione, Forma è stata costretta a ricorrere a un’interrogazione per ottenere le informazioni sui risultati ottenuti dal bando legato alla Legge Regionale n. 3/2009 art. 2, commi 37 e 38. Ora arrivano le prime risposte, riguardanti la Sardegna Centrale.

«La richiesta di informazioni – ricorda Daniela Forma – muoveva dall’esigenza di procedere ad una puntuale valutazione degli strumenti di finanziamento messi a disposizione delle imprese della Sardegna Centrale per rispondere alle immani difficoltà in cui operano e per consentire il rafforzamento della loro capacità produttiva ed occupazionale».

Il Progetto di Filiera e di Sviluppo Locale nelle aree di crisi e nei territori svantaggiati è stato uno dei principali strumenti con il quale la Regione Sardegna ha inteso fornire risposte alle aziende in difficoltà.

«Pertanto – prosegue Daniela Forma – avevo chiesto di sapere quante fossero le domande ammesse a contributo relative al PSL Sardegna Centrale; quale fosse la somma totale degli investimenti previsti e del contributo richiesto e, soprattutto, quanti soggetti fossero riusciti a portare a termine gli investimenti. Subito dopo la presentazione dell’interrogazione, ho ricevuto parziale risposta alla richiesta di accesso agli atti, grazie alla quale ho potuto acquisire la documentazione relativa alla seconda fase del bando».

E la situazione che emerge non è per niente positiva. Pochissime sono le aziende che hanno portato a termine la procedura.

«Dalla documentazione – evidenza la consigliera del Pd – si evince che delle 117 domande ammissibili per la Sardegna Centrale, (per un totale di investimenti di 27.139.876 euro e contributi richiesti pari a 16.781.671 milioni) 90 abbiano superato la fase istruttoria e siano state ammesse a contributo. Di queste solamente 12 imprese hanno portato a termine l’iter, per un totale di investimenti pari a 2.806.459 di euro di cui 1.822.448 di contributo. Tutte le altre, a parte due rinunce, risultano ancora in fase di rendicontazione».

In definitiva, pochi sono i soldi effettivamente usciti dalle casse della RAS. Dando uno sguardo anche alle imprese che non hanno portato a termine l’investimento, sono stati erogati complessivamente contributi per poco più di un milione e mezzo di euro (1.517.670).

Una situazione sulla quale Daniela Forma vuole andare fino n fondo: «Chiederò alla Giunta regionale quali siano le ragioni che hanno determinato tale ritardo e come sia possibile che solamente 12 imprese sulle 90 che avevano superato la fase istruttoria siano riuscite a concludere gli investimenti di un Bando risalente all’anno 2014».

Prima di Daniela Forma a denunciare il problema ci aveva pensato, nel febbraio del 2016, anche Confindustria.

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