domenica 24 giugno 2018, Aggiornato alle 10:54
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L’O.T.B. rafforza le sue attività. Prevenzione Bullismo, Sportello Ascolto e strategie per insegnanti

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La presentazione della programmazione dell'O.T.B. (foto C.Nuoresi)
La presentazione della programmazione dell'O.T.B. (foto C.Nuoresi)

il 41,1% afferma dei genitori non sanno ciò che fanno i figli su internet

L’Osservatorio Territoriale su Bullismo (OTB) rafforza le sue attività sul territorio grazie a uno stanziamento dell’assessorato regionale alla Cultura, presieduto dal nuorese Giuseppe Dessena.

Dall’anno scorso, infatti, è stato concesso all’OTB., unica istituzione del genere in Sardegna, un contributo di circa 22mila euro, con il quale è stata avviata una programmazione che si è mossa su tre linee progettuali: la formazione di 120 insegnanti e 250 genitori su metodi di prevenzione per contrastare il bullismo e il cyberbullismo; l’implementazione di uno sportello d’ascolto, che sarà anche online, con finalità di consulenza e formazione dedicato agli studenti e rivolto anche agli educatori e alle famiglie; la creazione di laboratori aperti agli studenti della scuola secondaria di primo grado.

La progettualità messa in campo dall’Osservatorio è stata illustrata oggi, nella sede “Spazio Giovani”, dai diversi rappresentanti istituzionali che ne fanno parte. Erano presenti: l’educatore e consulente scientifico O.T.B., Gianfranco Oppo (Cooperativa Lariso), il  responsabile del Centro giustizia minorile Giampaolo Cassitta, il responsabile per l’ATS Nuoro e Ogliastra Francesco Fadda, il primo cittadino di Nuoro Andrea Soddu, il referente della sezione anticrimine minorile della Questura di Nuoro Giuseppe Ticli, la responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale Bonaria Sini e l’assessore regionale alla Cultura Giuseppe Dessena.

Durante l’incontro Gianfranco Oppo ha spiegato come il fenomeno del bullismo barbaricino sia particolare rispetto al resto della Sardegna: i ragazzi hanno più difficoltà (a volte anche per orgoglio) ad ammettere di aver sbagliato. Tuttavia, questa mentalità, anche attraverso una metodologia ventennale assunta dall’Osservatorio, si sta affrontando e già si vedono i primi risultati, pur essendo il cammino da percorrere ancora lungo e faticoso.

Tra i motivi di malessere più presenti nelle scuole c’è il cyberbullismo. Secondo l’ultima indagine effettuata per conto dell’OTB da parte del Settore ricerca della cooperativa Lariso, nelle classi di passaggio dalla primaria alla secondaria di primo e secondo grado è emerso che: nelle primarie il 24,3% dei bambini è stato vittimizzato attraverso il cellulare con insulti, minacce e maldicenze, il 19% ha subito lo stesso trattamento attraverso la rete web; nelle secondarie di primo grado i dati sono più alti e toccano punte di 1 caso ogni 4 studenti. In questo caso si nota un ricorso maggiore ai social network, (Facebook e Twitter); nelle secondarie di secondo grado è stato rilevato un cyberbullismo più pulito e specializzato con livelli di vittimizzazione che colpiscono il 18,8% degli studenti.

I dati evidenziano che non pochi ragazzi hanno giocato un ruolo attivo nel vittimizzare i loro pari: il 9,5% di tutto il campione è stato diretto protagonista di cyberbullismo, mentre il 28,5% alle elementari e il 39,5% alle medie ha o ha preso parte nel compiere tali prepotenze.

In base a questo scenario è evidente la necessità di interventi rapidi e mirati. I cyberpredatori si nascondono dietro una tastiera e cercano quotidianamente le loro vittime. Evitarli è possibile solo grazie alla prevenzione e alla corretta informazione. Il 77,5% dei ragazzi è convinta che navigare su internet sia privo di rischi; il 41,1% afferma che i genitori non sanno ciò che fanno i figli su internet; il 78% dei genitori e dei ragazzi vorrebbero assistenza o l’accesso a un punto di consulenza.

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