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Arzana. Confiscata casa del superlatitante 71enne Cubeddu: evaso nel 1997, per tanti è morto

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Una panoramica di Arzana
Una panoramica di Arzana

Il provvedimento di confisca dei beni del superlatitante di Arzana, Attilio Cubeddu, è definitivo.

Marisa Caddori di 62 anni e Samuela Cubeddu di 41, rispettivamente la moglie e la figlia di Cubeddu, dovranno lasciare l’abitazione – il cui valore stimato è di 400mila euro – non appena l’Agenzia nazionale che gestisce i beni confiscati, perfezionerà la procedura di sfratto.

L’operazione dei ROS, in esecuzione di un provvedimento della Corte d’Appello di Roma, è “l’atto finale di un lungo e complesso iter investigativo patrimoniale avviato nel 2008 e coordinato dalla DDA della Procura di Roma, secondo la quale l’immobile è il frutto delle attività illecite del latitante” (APPROFONDISCI).

Cubeddu è alla macchia dal gennaio 1997, quando, approfittando di un permesso premio, evase dal carcere nuorese di Badu ‘e Carros dove stava scontando una condanna definitiva a 30 anni di reclusione per il sequestro della giovane Cristina Peruzzi, avvenuto nel senese nel 1981. Considerato un esponente di spicco dell’Anonima sarda, il latitante è stato inserito al quarto posto nella lista dei latitanti di massima pericolosità del Ministero degli Interni.

Secondo alcuni si nasconderebbe ancora in Ogliastra, dopo essere stato ricercato in varie regioni d’Italia e anche all’estero. L’ultimo blitz ad Arzana risale al giugno 2012 ma di Cubeddu non è stata trovata alcuna traccia. Eppure secondo un testimone l’uomo sarebbe stato ancora in Ogliastra nel 2013 e avrebbe frequentato regolarmente la moglie e le tre figlie. Oltre a Samuela, che vive nella casa oggetto del provvedimento, ci sono anche Valeria e Cristina, la prima vive ancora in paese, la seconda no. Ad Arzana, però, c’è la convinzione che Cubeddu sia morto da tempo: “non avrebbe mai lasciato vivere alla famiglia i disagi che sta vivendo per le sue azioni”, dicono in tanti.

Ieri Attilio Cubeddu ha compiuto 71 anni: è nato infatti ad Arzana nel 1947. Era stato accusato dei sequestri Rangoni Machiavelli e Bauer in Emilia Romagna nel 1983 e del sequestro Peruzzi nel 1981. Dopo una breve latitanza era stato arrestato nel 1984 a Riccione e condannato a 30 anni. Poi l’evasione nel 1997 dopo il permesso premio. Durante la latitanza è stato coinvolto nel sequestro di Giuseppe Soffiantini in Toscana e poi nel conflitto a fuoco in cui morì il poliziotto dei NOCS Samuele Donatoni – per quest’ultima accusa è stato assolto – ed è sospettato del sequestro di Silvia Melis, rapita a Tortolì nel 1997. “È giusto che chi sbaglia paghi per le sue colpe ma mi rattrista il fatto che le figlie e i nipoti di Attilio Cubeddu stiano pagando per delle colpe che non hanno”, dice il sindaco di Arzana Marco Melis (APPROFONDISCI).

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