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Macomer: circa 400 donne ieri in piazza per la fiaccolata contro la violenza di genere

La fiaccolata tenutasi a Macomer (foto P.G. Vacca)
La fiaccolata tenutasi a Macomer (foto P.G. Vacca)

 

Con un grande “Basta”, gridato a squarciagola, si è conclusa nella piazza di fronte al Comune di Macomer, la fiaccolata organizzata dall’associazione “Punto Donna” per manifestare contro la violenza sulle donne, prendendo come spunto l’episodio che, qualche giorno fa, ha visto finire all’ospedale la quarantenne Martina, pestata a sangue dal convivente.

La fiaccolata tenutasi ieri a Macomer (Foto P.G.Vacca)

La fiaccolata tenutasi ieri a Macomer (Foto P.G.Vacca)

Il corteo, formato da circa quattrocento persone, si è mosso dalla stazione delle Ferrovie Statali, scelta come punto simbolico poiché, nel 2006, una donna fu massacrata a coltellate dal marito. Da qui, ordinatamente, ha attraversato il Corso, per fermarsi un attimo di fronte a casa della vittima, dove è stato intonato un canto, per poi concludersi di fronte al Comune.

Numerosi i cartelli e gli striscioni. Presenti un gran numero di donne di tutte le età oltre a diversi amministratori locali, in testa il sindaco di Macomer, Antonio Succu, il primo cittadino di Nuoro, Andrea Soddu, e altri amministratori dei comuni del Marghine e della Planargia; nonché numerosi esponenti politici e l’ANCI.

Punto Donna, che ha ripreso a operare da poco, fino a qualche anno fa (quando fu stata costretta a chiudere per mancanza di fondi) ha contribuito a dare una mano a moltissime donne e minori vittime di violenza. E proprio nei giorni scorsi, in città, è stata aperta la “Casa delle donne del Marghine”, dove l’Associazione avrà un grande ruolo.

Sul caso di violenza della 40enne, in città e non solo, si è aperto un dibattito. Protagonista della vicenda è una coppia con alle spalle una storia di fallimenti, povertà estrema e quella privazione che spesso ti toglie anche il lume della ragione. Certo, questo non giustifica l’orribile gesto messo in atto dal maltrattante, ma come in tutte le storie di cronaca bisogna tenere sempre la giusta distanza. Dunque se la violenza non può mai essere accettata, e giustamente si manifesta contro, non si può dimenticare l’antica affermazione di Russeau, per il quale l’uomo nasce buono ma si incattivisce per le circostanze. Un principio contenuto nella Carta dei diritti dell’uomo, inoltre, recita che nessuno può essere condannato prima di essere giudicato.

Su questo presupposto, Romina Marongiu, avvocato difensore dell’uomo attualmente agli arresti, ha assicurato che i fatti non sarebbero così come apparentemente sono stati mostrati. Al momento opportuno, ha evidenziato il legale, la storia cambierà, anche sulla base delle cose che la stessa vittima ha raccontato.

Punto Donna, prima della manifestazione, ha chiesto di non usare insulti o altro, rispettando anche il disagio dei parenti e amici del maltrattante.

Piergavino Vacca

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