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Ottana sul viale del tramonto. Licenziati gli operai della centrale elettrica del gruppo Clivati

Stabilimenti nella zona industriale di Ottana (© foto S.Novellu)
Stabilimenti nella zona industriale di Ottana (© foto S.Novellu)

Cucca: la chiusura poteva essere evitata

Per i lavoratori di Ottana Enegia (gruppo Clivati) sono partite le 40 lettere di licenziamento, che mettono la parola fine sulla centrale elettrica protagonista del polo industriale nuorese per oltre 40 anni. La fine del rapporto di lavoro, attesa per il 18 aprile, è arrivata prima del previsto, grazie a un conteggio dell’INPS che ha decretato la fine anticipata della cassa integrazione.

Agli operai di Ottana Energia, chiusa da oltre due anni per il mancato rinnovo del regime di essenzialità da parte di Terna, rimane ora solo la prospettiva della disoccupazione (NASPI). Una magra consolazione che per qualche tempo farà entrare nelle loro case un reddito certo.

Sul caso interviene il segretario del Partito democratico Giuseppe Luigi Cucca, che auspica la ripresa degli investimenti: «La chiusura di Ottana Energia è un vero dramma per i lavoratori e per le loro famiglie, che poteva essere evitato. La crisi aziendale andava scongiurata trovando strade alternative al regime di essenzialità energetica, che per anni ha determinato un importante sostegno economico, ricorrendo ad esempio all’utilizzo del gas in attesa della riconversione al metano. Mi auguro che il gruppo Clivati, che ha già dichiarato di non voler abbandonare del tutto il territorio, si renda disponibile a studiare le soluzioni per il rilancio, tenendo conto dei vantaggi di mercato che alcune produzioni sono ancora in grado di generare. Sarebbe uno spreco non sfruttare le potenzialità del polo di Ottana e dobbiamo impedire che si vada verso la totale desertificazione con pesanti conseguenze sulla popolazione locale».

Ieri, intanto, il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che punta a ottenere per Ottana l’attribuzione dello status di area di crisi complessa (APPROFONDISCI).

Una via, secondo Cucca, «per accedere a specifiche agevolazioni e a interventi governativi che vengono fatti per quelle aree. Per Ottana si aprirebbe la strada degli investimenti per la riconversione del polo industriale, come è già avvenuto per Portovesme e Porto Torres, a condizioni competitive per le imprese che si insedieranno, anche nella prospettiva di un’economia sostenibile e più compatibile con la vocazione agricola di quel territorio. Ciò rafforzerebbe la capacità di azione della Regione che in questa fase è già impegnata a interloquire con il Mise».

I 40 operai di Ottana Energia lasciati a casa oggi, si sommano alle 58 lettere di licenziamento recapitate a settembre 2017 ai lavoratori superstiti di Ottana Polimeri, altra società appartenente al gruppo Clivati, che qualche giorno fa hanno chiesto un decreto ad hoc, stile Alcoa, per il salvataggio del polo industriale (APPROFONDISCI).

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