lunedì 15 ottobre 2018, Aggiornato alle 18:36
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Duplice omicidio Monni-Masala: il cugino di Stefano a Cubeddu: “devi dirmi dove è Stefano”

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Alberto Cubeddu durante il processo
Alberto Cubeddu durante il processo

«Devi dirmi dove è mio cugino Stefano». Così Giuseppe Masala, 32 enne cugino di Masala, è stato l’ultimo testimone a salire sul banco nella tarda mattinata di oggi nella nuova udienza nell’aula della Corte d’Assise di Nuoro al processo per il duplice omicidio Monni-Masala.

Durante la propria deposizione, Giuseppe si è rivolto all’imputato Alberto Cubeddu e, guardandolo dritto negli occhi, gli ha urlato le parole sopra citate.

Il cugino di Stefano Masala

Il cugino di Stefano Masala

In aula, la tensione era ben tangibile e dietro, tra il pubblico, qualcuno tra i parenti di Stefano, sentendo quel monito rivolto all’imputato ha emesso un gemito perché ad una settimana dalla condanna a vent’anni di Paolo Enrico Pinna da parte del Tribunale di Sassari (APPROFONDISCI). Adesso si aspetta la sentenza per l’altro cugino Cubeddu ma si vuole anche capire che fine ha fatto il corpo del ragazzo di Nule scomparso la sera dell’otto maggio e mai più ritrovato.

Dopo che il presidente della Corte Giorgio Cannas ha riportato Giuseppe Masala sui temi della deposizione, quest’ultimo ha raccontato di un episodio avvenuto in una discoteca di Sassari, prima dell’arresto di Cubeddu: «Alberto non fuma, però mi ha seguito nella sala fumatori; mi guardava e si metteva a ridere. A quel punto non ci ho visto più – ha detto Giuseppe Masala – e gli ho urlato di fronte a tutti: dimmi dov’è Stefano, così come glielo richiedo oggi, poi lo ho spintonato e a quel punto il buttafuori mi ha invitato a uscire». «La mattina successiva – ha proseguito il teste – ho chiamato un amico carabiniere per dirgli della colluttazione che avevo avuto con Cubeddu, gli ho chiesto aiuto perché avevo paura di aprire il mio bar a Sassari, lo temevo Cubeddu».

Alberto Cubeddu durante il processo

Alberto Cubeddu durante il processo

Un altro passaggio importante della deposizione di Giuseppe Masala sollecitato dal PM Andrea Vacca è quando ha parlato dell’incontro avvenuto tra lui e Alessandro Taras, testimone oculare che avrebbe assistito all’incendio dell’auto di Masala da parte di Cubeddu nelle campagne fra Pattada e Ozieri la sera dell’otto maggio 2015 (per questo fatto assolto nell’aprile scorso in un suo coinvolgimento diretto per incendio doloso dal GUP del Tribunale di Nuoro).

«Alessandro Taras – ha proseguito Masala – nell’incontro che ebbi con lui nel marzo del 2016 attraverso il contatto di un mio amico che conosceva il fratello Michele e fornì la stessa versione ai Carabinieri, mi ha confermato che non c’entrava nulla con questi fatti».

Tesi smentita dal PM Andrea Vacca che ha continuato a sostenere che Taras in realtà raccontò a Giuseppe Masala di aver aiutato Cubeddu a bruciare l’auto di Stefano. A conferma di questo ci sarebbe un’intercettazione telefonica tra lo stesso Giuseppe Masala e l’amico che lo mise in contatto con lui, letta in aula dal PM.

Il processo, proseguito nel pomeriggio, riprenderà domani mattina intorno alle 10.00.

So.Meloni © Tutti i diritti riservati

 

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