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Piano regionale rifiuti: sentenza del Tar attesa per gennaio

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Gli avvocati Mattia Pani e Mauro Barberio oggi al Tar
Gli avvocati Mattia Pani e Mauro Barberio oggi al Tar

Fiduciosi i comitati e i comuni ricorrenti

Bisognerà attendere tra i 30 e i 45 giorni per conoscere il verdetto del Tar Sardegna sul ricorso contro il piano regionale dei rifiuti, presentato dai comitati Zero Waste Sardegna e Non Bruciamoci il futuro di Macomer e dai Comuni di Arzana, Gavoi, Olzai e Sarule

Oggi, davanti ai giudici amministrativi, si è tenuto l’ultimo dibattimento nell’udienza pubblica a Cagliari: da una una parte l’avvocato dei comitati e delle amministrazioni comunali, Mauro Barberio, dall’altra quello della Regione, Mattia Pani.

«Il piano dei rifiuti del 2008 è stato redatto in due anni, quello attuale, del 2016, ha avuto l’ok in soli tre mesi. Questo perché la Regione aveva fretta di aggiornare la vecchia programmazione per colmare un ritardo evidenziato dall’Europa, che ha portato all’avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia», ha argomentato Barberio in aula.

E ancora: «Un piano che ha determinato l’inserimento di un nuovo termovalorizzatore da 60 mila tonnellate di rifiuti all’anno, e che non è stato ritenuto degno di passare dalla Valutazione ambientale strategica (Vas) perché la Regione afferma che era un mero aggiornamento».

A questo, ha aggiunto il legale dei ricorrenti, si aggiunge il fatto che «I comuni non siano stati sentiti, perché si doveva correre». Non solo. I numeri su cui si è basato l’aggiornamento sono datati, ha accusato Barberio, «l’esame sulla qualità dell’aria è del 2006, quelli sulle emissioni pericolose del 2000».

Il legale della Regione si è rimesso alle memorie scritte, ribadendo la correttezza dell’operato dell’amministrazione e sottolineando alcuni aspetti. Il primo riguarda la procedura di infrazione da parte della Commissione Ue. «Oggi è arrivata una nota da Bruxelles che afferma come la Commissione si sia sbagliata: la procedura riguardava solo documenti non completi», ha riferito l’avvocato.

In pratica, secondo Pani, decadrebbe uno dei motivi alla base del ricorso. Altra questione è il mancato coinvolgimento delle comunità locali: «il piano non è stato completato in soli tre mesi – ha replicato l’avvocato della Regione in udienza – i colloqui con l’Anci sono stati avviati a partire dal 2015 e quindi i Comuni sono stati sentiti».

La sentenza dei giudici amministrativi arriverà probabilmente entro gennaio. I ricorrenti si dicono fiduciosi: «la nostra impressione è positiva, sostiene Franca Battelli, referente di Zero Waste Sardegna. Le argomentazioni portate in aula dal nostro legale sono approfondite e convincenti, mentre più debole ci è parsa la posizione della Regione».

In concomitanza con la discussione sul ricorso contro il piano regionale di rifiuti, che comprende anche la realizzazione della seconda linea dell’inceneritore di Tossilo, nella zona industriale di Macomer, i comitati e i comuni hanno promosso un sit-in di fronte alla sede del Tar.

«Il nuovo piano regionale dei rifiuti prevede che l’impianto di Tossilo da transitorio, come nel vecchio piano, diventi il secondo polo regionale, spiega Battelli. La Regione sostiene l’assenza di modifiche sostanziali rispetto al vecchio piano e quindi è stata fatta fuori la procedura di Vas, ma la realtà e ben diversa. Per questo ci teniamo a sensibilizzare l’opinione pubblica».

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