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Delitto Monni Masala. La testimone chiave: “incontrai Cubeddu un anno dopo”

Processo per il duplice omicidio Monni Masala (foto Cronache Nuoresi)
Processo per il duplice omicidio Monni Masala (foto Cronache Nuoresi)

 

Davanti alla Corte d’assise di Nuoro – presidente Giorgio Cannas a latere Antonella Useli Bacchitta – la testimone chiave del processo sugli omicidi di Gianluca Monni e Stefano Masala, ha raccontato di aver visto nell’aprile del 2016, a quasi un anno dal delitto dello studente, Alberto Cubeddu, da lei riconosciuto come il passeggero dalla macchina da cui è sceso il killer di Monni.

«Ero a Ozieri col mio fidanzato – ha ricostruito la giovane – e stavamo visitando gli stand della fiera del bestiame. Ci siamo trovati a poca distanza da Cubeddu in una delle stanze dell’esposizione. Il mio ragazzo mi disse subito: “andiamo via da qui”».

L’allora fidanzato è Giuseppe Massaiu, l’allevatore di 33 anni che pochi giorni fa è stato vittima di un agguato in via Leopardi a Orune, dove è rimasto ferito a una mano, fatto non collegato comunque al processo (APPROFONDISCI).

L’udienza è proseguita con la testimonianza di Mario Cherchi, il poeta improvvisatore di Orune autore delle ottave che il complice di Cubebbu, Paolo Enrico Pinna – già condannato per i due omicidi – aveva interpretato come una presa in giro nei suoi confronti, accrescendo il suo desiderio di vendetta per lo studente.

Dopo i fatti di Cortes Apertas – Monni e i suoi amici avevano picchiato e disarmato Pinna, colpevole di aver ripetutamente importunato la ragazza dello studente, da qui il movente dell’omicidio – Cherchi aveva postato su whatsapp i suoi versi che avevano insospettito il 17enne di Nule, dedicati invece a un gruppo di amici. Toccante il racconto del poeta: «Gianluca per me era come un fratello minore, l’ho tenuto per mano da quando è nato, i miei genitori erano per lui come dei nonni. Era un ragazzo educato, eccezionale. Avevo composto la poesia come ringraziamento al gruppo del Cannetto che mi aveva invitato a uno spuntino».

Oggi avrebbero dovuto testimoniare anche il padre e i fratelli di Stefano Masala, ma è stato tutto rinviato alla prossima udienza del 19 ottobre.

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