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Il “Miserabile” incendiario: di Gianni Manca

L'incendio a Villagrande Strisaili
L'incendio a Villagrande Strisaili

 

La Sardegna è flagellata e ridotta in cenere dagli incendi, giorno per giorno, zona per zona. Sembra che dietro tutto questo ci sia un disegno preordinato, architettato da una mano non ben definita che ha progettato ogni cosa nei minimi dettagli, in un progetto diabolico, che prende di mira, volta per volta, un’area diversa dell’Isola seminando volta per volta distruzione e morte e lasciando dietro di sé solo il deserto.

Come in altre occasioni, il poeta nuorese Gianni Manca ha voluto omaggiare i lettori di Cronache Nuoresi con una lettura poetica di qualcosa che di poetico ha ben poco, rivolgendosi direttamente, e nella lingua madre, all’autore di tutto questo “l’incendiario”:

Miseru

Sunu falaos a chisina chene lacrima peruna,

sos eliches chi ana bintu finzas sa vile istranzia,

nos apperin sa carena chin coettes de s’ifferru

in custa terra nostra chi pranghe sa malasorte.

 

Nos sun brusiande finzas s’alenu

chin su bentu e susu jocande in sas percas cubadas,

mantesu a manu tenta chin su focu,

pro no che torrare a zenìa de canes d’iisterju.

 

Misèru chie naschit’ mìseru,

chi non connosche sa sorte e cust’isula e sulidae,

in cada tempus l’an brusiau sas frunzas,

issindeche bintora chin radichinas de amore.

 

Chie ses tue, chi ti joca su focu in sar manos,

vile mortore chenza sentìu,

ses pezzi una puppa, non ser mancu omine,

che a nemmos ti time finzas s’ispricu.

 

Pompia sar framas chi ti brusian su coro,

sun che a tibe,… chene sentìu,

che animas malas imbertas in sa carena,

famìas che feras reberdes.

 

MISERABILE (traduzione in Italiano)

Inceneriti senza una lacrima

i lecci sopravvissuti alla razzìa straniera,

ci squarciano il petto i fulmini dell’inferno

in questa nostra terra che piange la malasorte.

 

Ci stanno bruciando anche il respiro

con il maestrale che gioca tra gli anfratti

tenuto per mano con il fuoco,

per ridurci infine a una resa ingloriosa.

 

Misero è chi nasce da una stirpe miserabile,

chi non riconosce la forza della solitudine di quest’isola antica,

nei millenni l’hanno incenerita,

ma nelle forti radici d’amore è sempre risorta.

 

Chi sei tu che scherzi con il fuoco,

assassino vigliacco senz’anima,

sei solo un ombra, non sei neppure un uomo,

ti fa paura anche la tua immagine.

 

Guarda le fiamme che ti squarciano il cuore,

sono come te,…senz’anima,

come spettri maligni che ti albergano dentro,

famelici come bestie selvagge.

Gianni Manca  –  © Tutti i diritti riservati

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