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Ortobene. Sottobosco invaso da rami secchi e sterpaglie: l’Associazione auspica l’intervento del Comune

Sterpaglie e rami secchi sull'Ortobene
Sterpaglie e rami secchi sull'Ortobene

 

Rami secchi e sterpaglie a bordo strada, nell’area boschiva e lungo i sentieri.

Insomma, il monte Ortobene, il polmone cittadino frequentato ogni giorno da famiglie con bambini, sportivi e semplici appassionati è una vera e propria miccia pronta a prendere fuoco.

L’associazione “Salvaguardia Monte Ortobene” chiede tempi certi sugli interventi di bonifica da parte dell’Amministrazione comunale in quanto, se realmente si dovesse innescare un incendio si avrebbero non solo effetti devastanti sull’ecosistema del Monte ma rappresenta un reale pericolo per l’intera collettività.

Sterpaglie e rami secchi sull'Ortobene

Sterpaglie e rami secchi sull’Ortobene

«Dopo la denuncia alla Procura della Repubblica presentata da Ciriaco Offeddu – evidenzia l’associazione – si chiede che vengano presi reali provvedimenti da parte della amministrazione Comunale. La situazione è così dopo le abbondanti nevicate dello scorso gennaio: i cumuli di frasche secche e rami secchi tagliati e non,  rappresentano un carico combustibile iper infiammabile d’immensa portata».

«Non esistono inoltre cartelli che vietino l’accensione di fuochi lungo l’estensione della strada e neanche in vicinanza di fonti e piazzole di sosta. Il turista ignaro potrebbe allestire il proprio barbecue, ad esempio, assolutamente indisturbato.

Il paradosso è che nel parco stesso di Sedda Ortai sono stati predisposti i barbecue (ora vicini a mucchi di frasche combustibili): anche qui non è presente alcun cartello di divieto di uso nei mesi estivi. Ciò oltre che violazione degli obblighi, potrebbe costituire anche illecito omissivo e penale rispetto alla normativa regionale antincendio – prosegue l’associazione – dunque chiediamo che la situazione venga verificata e all’assessore Sanna e al sindaco Soddu che si facciano carico di questo reale e importante problema, al fine di tutelare il monte Ortobene e chi lo vive ogni giorno».

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