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Delitto di San Teodoro: la villetta del delitto al setaccio dei RIS

San Teodoro, la Scientifica a lavoro nella villetta dove è stata uccisa Erica Preti
San Teodoro, la Scientifica a lavoro nella villetta dove è stata uccisa Erica Preti

Proseguono le indagini dei Carabinieri. Il fidanzato è ancora in ospedale

È ancora sotto i riflettori dei Carabinieri del Ris la villetta di San Teodoro dove domenica mattina è stata uccisa con due coltellate alla gola, la 28enne di Biella Erika Preti mentre con il compagno Dimitri Fricano, di 30 anni – unico indagato per omicidio volontario – si preparava per uscire per una gita in gommone.

Gli specialisti dell’Arma, al comando del colonnello Giovanni Delogu, sono tornati ieri e sono al lavoro anche oggi alla ricerca di nuovi elementi per le indagini, utilizzando le più sofisticate apparecchiature tra cui il luminol per individuare tracce di sangue non ancora rilevate.

Intanto Dimitri Fricano, ferito a sua volta la mattina dell’omicidio con un ematoma alla testa e diverse ferite da armi da taglio al braccio, è ancora ricoverato all’ospedale di Olbia dove ha lasciato il Reparto di Chirurgia per essere trasferito nel reparto di Psichiatria.

I medici hanno ritenuto di trasferire il giovane viste le sue condizioni: verserebbe ancora in stato di schock.

La sua versione sin dal primo momento è stata quella dell’aggressione a scopo di rapina. I difensori di Fricano, Alessandra Guarini e Roberto Onida e il legale dei familiari di Erika Preti, Lorenzo Soro, attendono sviluppi dal Procuratore di Nuoro Andrea Garau che coordina le indagini.

Decisivi gli esami del Dna sui reperti organici trovati sulla scena del delitto e sul coltello da cucina usato per uccidere Erika e ritrovato nella villetta.

Particolari di grande rilievo per le indagini potrebbero arrivare dalla relazione dell’anatomopatologo che ha eseguito l’autopsia sul corpo della ragazza e sulle ferite riportate dal fidanzato per capire se sono compatibili con il racconto dell’aggressione a scopo di rapina.

 

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