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Terapia del dolore negata: una paziente si incatena all’ospedale di Lanusei

L'ospedale NS della Mercede di Lanusei
L'ospedale NS della Mercede di Lanusei

La Assl: «il servizio sospeso momentaneamente ma riprenderà già lunedì»

Ho il diritto di essere curata non voglio essere una paziente di serie B“: con questo cartello appeso al collo, è iniziata oggi la clamorosa protesta di Carla Lai, un’infermiera di Ilbono che lavora all’ospedale di Lanusei.

Carla Lai, un'infermiera di Ilbono incatenatasi all'ospedale di Lanusei

Carla Lai, un’infermiera di Ilbono incatenatasi all’ospedale di Lanusei

La donna si è incatenata di fronte al presidio per protestare contro la sospensione del servizio di terapia del dolore a cui avrebbe dovuto sottoporsi.

All’infermiera, affetta da una grave forma di fibromialgia, era stata prescritta da uno specialista una visita e il successivo trattamento con la terapia per lenire le sue sofferenze. Nonostante l’impegnativa risalga al febbraio scorso, la paziente non è stata ancora visitata perché il servizio da qualche mese è stato sospeso.

«Ho diritto alle cure», continua a ripetere la donna.

Immediata la risposta Assl di Lanusei. Il direttore dell’area socio sanitaria locale Giuseppe Frau e il direttore del distretto di Lanusei Sandro Rubbiu, sono arrivati nel luogo della protesta per dare spiegazioni all’infermiera e ai giornalisti presenti. «Siamo spiacenti per il disguido che si è venuto a creare nei confronti della collega – hanno detto i due dirigenti – purtroppo c’è stata un’assenza non programmata dei due medici che si alternano nella pratica di questa terapia. Un settore che è una eccellenza in Sardegna e che non solo la Assl non vuole ridurre o eliminare ma addirittura lo vuole potenziare. Questa protesta è inadeguata – hanno spiegato – la collega sa benissimo che il medico tornerà lunedì prossimo e la terapia verrà regolarmente ripresa».

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