Home > CRONACA, POLITICA E ATTUALITÀ > Pili denuncia: «le carceri sarde sono diventate la Cajenna per mafiosi e terroristi islamici»

Pili denuncia: «le carceri sarde sono diventate la Cajenna per mafiosi e terroristi islamici»

McDonads Double Chicken
Pili davanti al Carcere di Nuoro
Pili davanti al Carcere di Nuoro

Solo Badu ‘e Carros ospita 8 pericolosi terroristi islamici

«Le carceri sarde sono diventate la Cajenna per mafiosi, brigatisti e terroristi islamici».

Lo denuncia il deputato Mauro Pili, di Unidos, dopo aver effettuato una visita ispettiva nell’istituto nuorese di Badu ‘e Carros dove «è stato realizzato un braccio per terroristi islamici con otto detenuti affidati al corpo speciale del GOM».

Mentre «in gran segreto nei giorni scorsi il carcere di Massama, a Oristano, è stato riempito con 36 capimafia, tutti con trattamento del 41 bis».

«Dentro il carcere di Massama mancano oltre 100 agenti, all’esterno della struttura il pericolo è, però, ancora più rilevante considerato che tutti gli esperti hanno parlato di gravissimo pericolo di infiltrazioni in tutta l’Isola legato alla presenza dei familiari e accoliti di questi personaggi», ha sottolineato il deputato che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e dell’Interno.

Nel carcere di Nuoro – ha precisato Pili – il nome di spicco è quello di Abdul Rahman Nauroz, alias Mala Omar, alias Halo, alias Tarany, alias Sarzaby Nanasraw, alias Omar Shaeazury. Secondo il Ros dei carabinieri che da Roma ha inseguito per 5 anni la cellula del radicalismo islamico in mezza Europa – era il fulcro della cellula che da Merano aveva ramificazioni in Norvegia, Finlandia e Gran Bretagna.

In carcere con accusa per proselitismo jihadista il marocchino Abderrahim El Khalfi, di 38 anni, arrestato a Roma l’1 luglio 2015 e ritenuto appartenente a una presunta cellula terroristica. Secondo l’accusa l’uomo, con un’attività di proselitismo su web, si proponeva anche la pianificazione di atti terroristici.

NUORO. A Badu’e Carros anche Antar Mustafa A.H. Hachim, 43, egiziano, viveva a Cassano D’Adda (Milano). In rete, sempre secondo gli investigatori, si muoveva alla ricerca di seguaci dell’Islam radicale pronti a partire per combattere in Nord Africa. Agli 8 jiadisti si aggiungono 90 detenuti esponenti di spicco del traffico internazionale di droga. Tra loro nomi di primo piano, assieme a Graziano Mesina. Qui sono non meno di 70-80 gli agenti che mancano, oltre il 30%.

Lascia un commento


*