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“ILOS DE ISTIU” in scena dal 20 luglio le mille storie delle donne guerriere

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Un momento della rappresentazione
Un momento della rappresentazione teatrale

 

Donne da una vita e da vent’anni protagoniste anche sul palco. Lula teatro festival festeggia i suoi primi quattro lustri di attività. Per certi versi un traguardo per altri un punto di partenza perché sono ancora tante le storie da raccontare su una realtà spesso dura ma che sa anche essere dolcissima.

La compagnia quasi esclusivamente di genere del paese ai piedi del Montalbo (sono il 90 per cento donne) diretta de Elena Musio da alcuni anni ormai per Ilos de istiu ha varcato i confini di Lula portando le magie di un festival nel territorio.

Quest’anno saranno ben cinque i comuni (Lula, Bitti, Onanì, Sarule e Posada) coinvolti che nelle loro piazze ospiteranno gli spettacoli di un cartellone particolarmente ricco e di qualità.

Un teatro che – come deve essere – parla alla gente – li stana dalle case e gli serve delle storie di vita. Un teatro resistente, se vogliamo anche di periferia ma che tratta da sempre temi universali. Validi qua in Barbagia che a latitudini lontane.

Quest’anno – ma risulta un po’ il filo rosso di tutta la produzione Ilos e delle tante collaborazioni, anche internazionali attivate fino ad oggi, la figura femminile torna prepotentemente protagonista.

L’edizione numero venti del Festival Estivo “Domusdeteatro –Ilos de Istiu 2016” nasce e si sviluppa infatti sulla figura e sulla tempra delle  ”Cherridoras”. Cherridoras, che sono poi anche le cernitrici dell’omonimo spettacolo della compagnia teatrale dell’Associazione Ilos in scena nella rassegna, ma soprattutto nell’altro e pù pregnante significato. Cherridoras sono tutte le donne dell’associazione, che da oltre vent’anni combattono per mantenere e sviluppare  un importante presidio culturale, tra la Barbagia e la Baronia…e non solo.   Ma cherridoras, intese come donne combattive, sono anche molte  delle protagoniste di questo Festival, come le” Donne dell’Underground “ di Marta Proietti Orzella, donne ai margini  della società e per questo costrette ad una  lotta quotidiana, anche solo per la sopravvivenza, o le donne della Plaza de Mayo presentate in “Gente come uno”.  La manifestazione presenta una carrellata di Cherridoras di molteplici tipi: dalle serene e determinate anziane “disegnate” con tenerezza ed arguta ironia da Rossella Faa, alle oncoattrici del gruppo “Baijica”, alla coraggiosa artista di “Luci del varietà”, fino ad arrivare alle pazienti e amorevoli madri dell’Associazione di volontariato Su Lusincu.

Volti e caratteri che si susseguono. Visi dolci, giovani, altri segnati dal tempo e aimè anche dal dolore. Malgrado tutto questo in ogni donna è celata,  più o meno bene, una Cherridora, pronta a venire fuori nei momenti importanti,  opponendosi con la bellezza, l’armonia, la cultura, la determinazione alle brutture e alle ingiustizie del mondo.

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