La musica nella tradizione

Sonia

La musica nella tradizione

venerdì 14 Novembre 2014 - 13:21
La musica nella tradizione

La "Centuria Corale Nuorese" (anni 40)

La

La “Centuria Corale Nuorese” (anni 40)

In mostra antichi spartiti musicali e testimonianze dell’attività dei musicisti nuoresi del passato

L’antico Convento francescano di Via Manzoni sarà, nelle giornate del 14, 15 e 16 novembre, sede di un’importante avvenimento culturale di storia locale, con la riproposta di una serie di documenti e colonne sonore del passato musicale nuorese.

L’appuntamento nei locali della polifonica Domenico Bartolucci, in via Convento 7, dove è stato allestito un percorso storico musicale dal titolo “La musica nella tradizione”, attraverso il quale, tra spartiti musicali e testimonianze del passato, si andrà alla riscoperta di un pezzo sconosciuto di storia musicale nuorese a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Uno spartito di Zanuccoli visibile in mostra

Uno spartito di Zanuccoli visibile in mostra

L’evento è stato curato da Gianluca Pitzolu (fondatore e direttore della corale polifonica Domenico Bartolucci, nonché vice direttore del Coro Nugoro Amada), che si è avvalso del supporto storico del giornalista Michele Pintore (cultore di storia locale e musicale nuorese), propone la riscoperta di personaggi che in campo musicale e in particolare canoro hanno dato lustro alla città, a cominciare da Priamo Gallisay (artista riscoperto dopo anni di oblio dallo stesso Pintore), ritenuto il maggior compositore che Nuoro abbia espresso, per passare poi a Tomaso Madrigali, musicista toscano, che per oltre vent’anni fu valido protagonista dell’attività musicale nuorese.

Il collegamento del maestro toscano con la città di Nuoro, inoltre, ripropone la riscoperta di quello che fu senza ombra di dubbio il suo più importante allievo, il tenore lirico Nedo Pirisino, ritenuta la più bella voce che la Nuoro del passato abbia espresso.

La figura e l’opera di Tomaso Madrigali è servita inoltre per puntare i riflettori su di un altro personaggio, protagonista di fecondi rapporti storico-culturali della Nuoro del passato, il fotografo Piero Pirari Varriani (qui riproposto dal pronipote Alessandro Mele).

Pirari Varriani, nella sua veste di pioniere di importanti riprese cinematografiche, ormai entrate a far parte della storia nuorese, si avvalse di colonne sonore prese da registrazioni di cori diretti dal maestro Tomaso Madrigali (soprattutto cori femminili, considerati una vera rarità nel campo corale nuorese, ritenuto esclusivo appannaggio dei cori maschili).

Tra gli altri nomi in mostra: il Maestro don Sergio Piras (1914 – 2002), prima guida artistica del tenore Nedo Pirisino, Maestro di Cappella e Direttore di coro; altra figura di musicista legata a Nuoro è quella del compositore Luigi Zanucoli (artista recentemente riscoperto dal direttore Gianluca Pitzolu) legato alla storia musicale nuorese per aver messo in musica i versi di La tanca di Sebastiano Satta.

I personaggi
Tomaso Madrigali: nato a Incisa Val D’Arno (FI) il 14 dicembre del 1884, fece gli studi musicali presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze sotto la guida del Maestro Angelo Borleghin. Conseguì il diploma di licenza e magistero di strumentazione per banda nel luglio del 1915, nel 1920 si diplomò ottenendo l’abilitazione all’ insegnamento musicale nelle scuole medie, e nel 1937 si diplomò inoltre ottenendo anche l’abilitazione per le scuole superiori. Nel 1940 fu trasferito a Nuoro, dove si dedicò all’insegnamento presso le Scuole Magistrali e Elementari. Nel 1941 formò la “Centuria Corale Nuorese”. Tra le composizioni presenti nella sua vasta produzione musicale, vanno ricordate: Cunservet Deus su Re, Inno Sardo a 4 voci maschili, le operette: Il sole di Occhiverdi (1942), Madel (1948), La reginetta di Albafiorita e L’usignolo (1950). Compose inoltre Fiesole marcia per pianoforte a quattro mani. e Laudi Mariane nel 1949 in onore di N. S. delle Grazie di Nuoro. Madrigali morì a Firenze nel 1962.
 
Priamo Gallisay al piano

Priamo Gallisay al piano

Priamo Gallisay: nacque a Nuoro il 18 ottobre del 1853 da don Gavino, discendente da un’aristocratica famiglia nuorese e donna Francesca (Cicita) Pilo, di antica famiglia sassarese. All’età di 14 anni il giovane Priamo venne inviato a Firenze (dove visse sotto la guida del deputato Giorgio Asproni, che fu per lui come un secondo padre) dove frequentò il Collegio di Vallelunga e il Convitto Galileo Galilei. Nel capoluogo toscano frequentò privatamente anche la scuola di musica, tenuta dal compositore Teodulo Mabellini (allievo del famoso compositore Saverio Mercadante, che a sua volta era stato anche insegnante del compositore sassarese Luigi Canepa), Nel 1868 si iscrisse presso l’istituto Chateau de Lancy, prestigioso collegio di Ginevra, dove si diplomò brillantemente nel 1871. Insegnò musica presso diversi collegi e istituti privati di Varallo Sesia, Pistoia, Piacenza e Bassano. Dal 1909 al 1914 insegnò presso l’istituto Chateau de Lancy, lo stesso che da giovanissimo lo ebbe come promettente allievo nel 1868. Nella su carriera il maestro Gallisay compose musica di diversi generi (sono state catalogate finora 139 composizioni), fra questa molta musica da ballo, per coro, brani per organo e pianoforte, per concerto, canzoni napoletane (diverse con versi di Salvatore di Giacomo – l’autore della famosa Marechiaro), e molta musica sacra. Nel marzo del 1895 Priamo Gallisay ricevette l’invito da una giovanissima Grazia Deledda per mettere in musica del versi che la stessa aveva composto con il titolo di Mattinata di marzo. Il musicista accolse l’invito e musicò il brano, che con successo venne pubblicato dall’editore Angelo de Gubernatis. Compose anche un’opera lirica, Rosella, tratta dal romanzo Don Zua di Antonio Ballero, su libretto di Pasquale Dessanai (un’opera tutta nuorese dunque). L’opera venne data con successo di pubblico al Teatro Sociale di Varese il 2 ottobre del 1897. Un brano dell’opera, O sol, superbo sole, divenne a fine Ottocento, un cavallo di battaglia del celebre tenore Francesco Tamagno. Priamo Gallisay morì dimenticato a Ozieri il 30 luglio del 1930. Il velo dell’oblio non tardò a calare sulla sua figura e sulla sua opera.

Michele Pintore © Tutti i diritti riservati

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